La tensione resta alta, altissima. Si è percepita ieri mattina, nel corso del Consiglio Comunale, e si continua a vivere oggi. Il futuro del Consiglio resta in bilico, incerto, avvolto nell’attesa di chi aspetta di capire cosa farà l’altra parte. Qualcuno si muoverà? E, se sì, chi lo farà? Per altri invece non si muoverà nulla e tutto resterà com’è fino alla fine della consiliatura. Un fatto però è certo: ieri Falcomatà ha salutato, ha già parlato da ex, al passato, anche se ancora ufficialmente – e per pochi giorni – è Sindaco. Formalità, nei fatti, in quanto ufficiosamente il primo cittadino si “sente” già un Consigliere Regionale, e anche da tempo, considerando l’opera di opposizione già ampiamente iniziata. Ma quanto si potrà andare avanti? E quali sono gli scenari adesso?
Da un punto di vista prettamente tecnico, ieri c’è stato il primo step verso la decadenza del Sindaco. Si attende un nuovo Consiglio Comunale, tra 10 giorni, per sancire la sua decadenza anche ufficialmente. L’azione permetterebbe al Vice Brunetti di riprendere la guida della città fino a nuove elezioni. Però? Però ci sono tanti punti interrogativi, scenari che potrebbero incastrarsi – o sovrapporsi – in questi 10 giorni, alla luce della rottura (che però per Falcomatà non è tale, anzi gli viene pure da ridere) tra il Sindaco e il suo partito, il PD. Ieri il capogruppo Giuseppe Marino ha letto e diffuso un documento di sfiducia in cui ben 7 Consiglieri di Maggioranza – tra Partito Democratico e Rinascita Comune – hanno minacciato di andare via: o il Sindaco azzererà la Giunta, risedendosi al tavolo col Centro Sinistra per una nuova squadra di Assessori, o loro si dimetteranno, insieme all’Opposizione, così da sciogliere il Consiglio e istituire l’arrivo dei Commissari.
Secondo quanto verificato da fonti vicine all’Amministrazione, sarebbe difficile – abbastanza improbabile – che il Sindaco azzeri la Giunta. Al massimo, dal momento che ieri ha parlato di “mediazione” (però è stato proprio ciò che il PD gli ha contestato, nella scelta dei nuovi Assessori, soprattutto dell’ex Forza Italia Mary Caracciolo), ci si potrebbe venire incontro. Falcomatà ascolterebbe Marino, e la parte di Maggioranza scontenta, provando a trovare appunto una mediazione. Di azzeramento totale della Giunta, però, neanche l’ombra. Non ci sono sentori di questo e difficilmente il Sindaco scenderà a tanto. Più facile, piuttosto, che si dimetta e mandi tutti a casa. Nel più classico dei “dispetti” (già attuati in questi anni, e anche di recente), dall’alto del suo orgoglio, il Sindaco potrebbe mandare lui a casa tutti, evitando che siano gli altri a farlo prima della sua decadenza ufficiale. Un’ipotesi che non è affatto da scartare, e non è affatto esclusa, anche da ambienti a lui vicini. Forse, anche più facile rispetto alle dimissioni di quasi tutto il Consiglio o della mozione di sfiducia. Quest’ultima, al momento, ipotesi meno certa rispetto alle altre due.
Dunque, ricapitolando: tra 10 giorni ci sarà un nuovo Consiglio che sancirà la decadenza di Falcomatà. Se non accadrà nulla, Brunetti sarà il nuovo Sindaco fino a nuove elezioni. In questi dieci giorni, però, potrebbero aprirsi tre scenari:
- Dimissioni di Falcomatà, Consiglio Comunale sciolto, arrivo Commissari
- Dimissioni di buona parte dei Consiglieri Comunali, ovvero dell’Opposizione e dei 7 Consiglieri di Maggioranza scontenti; anche qui Consiglio Comunale sciolto e arrivo Commissari
- Mozione di sfiducia dei 7 consiglieri di Maggioranza, che dovrebbe trovare la sponda della Minoranza. Discussione in Consiglio e, dopo eventuale approvazione, Consiglio Comunale sciolto e arrivo Commissari.


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