Una giornata davvero particolare quella di sabato 29 novembre. Cerchietto rosso (e come poteva essere altrimenti…) sul calendario dei No Ponte, pronti a scendere in piazza a Messina, da Castronovo al Duomo, in un corteo che per tirare in ballo più associazioni e persone possibili ha messo in mezzo anche la Palestina. Il tutto sotto la pioggia, con temperature poco clementi e clima avverso su entrambe le sponde dello Stretto a non facilitare questa ‘unione’ fra le due sponde che, in realtà, avrebbe come obiettivo proprio di negare il simbolo per eccellenza dell’unità, il Ponte.
Concetto ribadito anche da Papa Leone che, con un tempismo che osiamo definire “divino”, poichè difficilmente il Pontefice avrebbe riscritto la propria agenda sul programma dei No Ponte, ha elogiato i ponti sul Bosforo con splendide parole: “l’ingegno dell’uomo è un dono di Dio”.
Nonostante Dio e la natura siano, ci sembra di capire, decisamente a favore del Ponte, i No Ponte sono andati avanti per la loro strada. “Siamo in 15.000” hanno annunciato gli organizzatori. Dalle foto, i numeri sembrano un po’ gonfiati. Se lungo le strade, infatti, sembrano esserci alcune migliaia di manifestanti, in piazza Duomo i numeri assomigliano più a quelli di un flop con un migliaio scarso di persone al massimo, per i comizi finali. Numeri ridotti a causa della pioggia? Conosciamo il rifiuto della modernità dei No Ponte, ma almeno un ombrello per non bagnare gli ideali…



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?