Ora il problema della Città Metropolitana di Reggio Calabria è il Ponte sullo Stretto: il folle comunicato di Versace

Carmelo Versace se ne esce fuori con un comunicato surreale, evidenziando che il problema della Città Metropolitana di Reggio Calabria sarebbe diventato il Ponte sullo Stretto, che avrebbe sottratto fondi al territorio

Non aveva parlato, Carmelo Versace. Non si era espresso in merito alla decisione della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto. Sempre nel limbo, nel tipico stile del partito di cui fa parte, non ha mai preso una posizione chiara in merito. Un po’ di qua, un po’ di là, oggi a favore e domani contro. Oggi, però, se ne esce fuori con un comunicato surreale, evidenziando che il problema della Città Metropolitana di Reggio Calabria sarebbe diventato la grande opera, che avrebbe sottratto fondi al territorio. Dimentica, il vice sindaco metropolitano, che la sua Giunta oggi può operare come nessuno aveva fatto mai nel corso della storia di Reggio, proprio per la possibilità di avere fondi destinati soltanto alle Città Metropolitane.

Il problema non può essere la grande opera, un’infrastruttura nazionale, voluta dall’Europa e decisa dal Governo. Sembra piuttosto un modo per nascondere delle inefficienze. “È necessario dire le cose come stanno. Non è la Corte a bloccare il futuro del Sud, ma una politica miope che da anni concentra risorse su un’opera simbolo, sottraendole a cantieri e interventi già pronti, realizzabili e utili per le nostre comunità”. Secondo il Vice Sindaco, i fondi destinati al Ponte sono stati prelevati dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), cioè da quelle risorse che dovevano finanziare progetti cruciali per la Calabria e la Sicilia e che dovevano servire ad accorciare definitivamente il divario infrastrutturale tra nord e sud.

“Parliamo di circa 1,6 miliardi di euro, dirottati verso il Ponte e sottratti a infrastrutture prioritarie come la Bovalino–Bagnara, le strade di collegamento interne come la Pedemontana, la statale 106, l’alta Velocità e Capacità, la messa in sicurezza delle aree costiere e il potenziamento dei trasporti locali. Tutte opere già pianificate, tutte ferme perché il capitolo di spesa è stato svuotato. Tutte le opere complementari al Ponte, dai raccordi ferroviari ai nuovi tratti stradali, dipendono direttamente dall’avvio del cantiere principale, almeno così ci hanno raccontato per anni, facendone per l’ennesima volta una delle battaglie vitali anche nell’ultima campagna elettorale alle Regionali. Finché il Ponte resta fermo, anche queste infrastrutture resteranno congelate. È una paralisi totale che penalizza l’intero territorio metropolitano”.

“Non si tratta di essere contro il Ponte, ma di essere a favore dello sviluppo concreto del nostro territorio. Non possiamo restare fermi in attesa di un’opera che, da cinquant’anni, è solo sulla carta, mentre le nostre strade, i nostri collegamenti e la nostra economia restano indietro”. Conclude Versace: “la vera emergenza non è la sentenza della Corte dei Conti, ma la perdita di tempo e di risorse che questa storia infinita ci sta costando. La Calabria non può più permettersi promesse: servono cantieri veri, oggi, non sogni rimandati a domani”.