Emerge un dettaglio alquanto preoccupante intorno alla vicenda che riguarda la Reggina e il mancato pagamento alla Scafatese – entro i termini – dell’incasso della finale playoff dello scorso maggio. Il regolamento parla chiaro: l’incasso proveniente dalla vendita dei biglietti, essendo partita secca, va diviso in parti uguali tra le due società. E’ pubblico, si sa, da prima, e dunque avrebbe dovuto saperlo anche la Reggina. Che però ha “bucato” la scadenza, non assegnando agli avversari il corrispettivo in denaro a cui aveva diritto.
Il dettaglio preoccupante arriva dopo. Secondo quanto verificato da StrettoWeb, la società amaranto avrebbe operato secondo il più classico dei patteggiamenti. La Federazione, infatti, ha seguito l’iter classico della Procura e i vertici societari – ricevuta la comunicazione, e ammessa l’irregolarità – hanno chiesto la pena meno grave possibile, confessando appunto l’errore. Un patteggiamento vero e proprio. Così, oltre i termini, hanno provveduto al pagamento. Ma l’irregolarità resta e dunque anche l’inibizione a Minniti e la multa al club. Alla luce di questo, l’ordinamento federale non prevede un appello, essendoci già stata un’ammissione e anche un accordo.



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