Non sapremmo proprio da dove partire. Abbiamo ascoltato le dichiarazioni e, mentre le riportavamo in forma scritta, non sapevamo se ridere o piangere. Nelle ultime settimane, probabilmente nell’intento di giustificarsi e provare a mettere le mani avanti sulla folle scelta effettuata oltre due anni fa, il Vice Sindaco del Comune di Reggio Calabria Paolo Brunetti sta tornando ad occupare i salotti di radio e tv. Per mesi si era “nascosto”, dopo due anni di interviste post gara dalla pancia del Granillo (come se fosse un dirigente) e in seguito a vittorie roboanti contro squadre di paese dell’entroterra calabrese e siciliano. Ora, a margine di quello che è un vero e proprio dramma sportivo vergognoso, torna a farsi vivo e prova a sviare, racconta fatti del passato, li “modella” a suo piacimento, si permette anche il lusso di usare parole forti contro la squadra allestita dalla proprietà che lui ha scelto.
Ospite di Pianeta Dilettanti, trasmissione di Nino Neri, Brunetti si è lasciato andare a una serie di dichiarazioni – alcune già rese note più volte – che hanno davvero dell’incredibile e assurdo. In primis quando si permette anche di dire: “ero tentato di spegnere la tv, come tanti altri, ma poi non l’ho fatto”. Eh no, caro Brunetti. E’ la “tua” creatura e ora la supporti fino all’ultimo dei giorni in cui Ballarino metterà piede al Granillo (anche se al momento non è presente). “Ho visto due Reggine: quella del primo tempo inguardabile, con errori che una squadra come la nostra non può permettersi; quella del secondo sicuramente più ordinata. Se certi giocatori esperti fanno errori da oratorio, o la squadra non è serena, o c’è qualche altro tipo di problema, che non sta a me dire. Ero tentato di spegnere la tv, come tanti altri, ma poi non l’ho fatto”.
Dunque, per Brunetti, la squadra non è serena. Lo vada a chiedere a Blondett, che ad Acireale non ha commesso quell’errore per caso. E vada anche a chiedere a Ballarino perché, sistematicamente, determinati giocatori arrivano in estate e a novembre vogliono già andare via.
La scelta di oltre due anni fa
Poi c’è un passaggio che Brunetti ribadisce, già evidenziato qualche giorno fa in un’altra trasmissione: “il Comune non assegna nulla, ma ha solo il compito di fare l’istruttoria e indica alla Lega una società che possa gestire la squadra della città. Noi indichiamo con una bando, la Lega sceglie. Al bando hanno partecipato due cordate, quella di Ballarino e quella di Bandecchi. Noi abbiamo ritenuto, con altri con cui abbiamo condiviso la scelta, la proposta più completa, senza avere la sfera di cristallo sul futuro. Noi dovevamo verificare le garanzie bancarie e la validità della proposta”.
Anche qualche giorno fa Brunetti ha affermato di non aver scelto lui. E ovviamente non è vero. La scelta è totalmente sua, lo ha detto e ribadito nelle settimane successive all’arrivo di Ballarino. Per questo ha anche detto che si sarebbe assunto delle responsabilità, ma non l’ha mai fatto. Oggi, affermare che lui ha indicato e non scelto, è falsissimo. E’ solo un modo per scrollarsi di dosso colpe e responsabilità, raccontando una verità distorta ai soliti che poi abboccano e si bevono tutto.
I deliri sul business plan
I deliri raggiungono poi vette inesplorate quando il Vice Sindaco parla del business plan, affermando che sia stato rispettato tutto tranne il risultato sportivo: falso, anche questo! “Sono stati rispettati gli obiettivi. Il business plan parlava della valorizzazione del Sant’Agata, definita in questi giorni; parlava dell’acquisto del marchio e del calcio femminile; il risultato sportivo non è stato raggiunto, questo sì, ma al momento è solo questo l’obiettivo non raggiunto. Certo, era il più importante, ma sui risultati nessuno può dare garanzia”. Ovviamente non è vero. Innanzitutto, il Sant’Agata ancora non è stato assegnato e per questo si attende un bando che la Metrocity annuncia da due anni. Finora, la società è andata avanti a proroghe. Poi, tra gli obiettivi, c’era la persona del Comune indicata a vigilare: non c’è neanche quella. Poi, il più grave, il risultato sportivo.
Per Brunetti però “la garanzia era che si mantenesse il calcio in città. Ricordiamo che nessuno ci aveva garantito la ripartenza dalla Serie D. La Reggina sarebbe ripartita dall’Eccellenza”. La ripartenza dalla Serie D, lo precisiamo, viene garantita in via eccezionale, e in sovrannumero, a squadre di città italiane con un certo blasone, se falliscono nei Professionisti. Alla Reggina è successo due volte in otto anni, ma è accaduto anche ad altre piazze storiche come Parma, Bari, Palermo, Catania, Cesena ecc… Non era scontato? Invece lo era. Ma il punto non è questo: ripartire dall’Eccellenza o dalla Serie D due anni fa, ripensando a oggi, non avrebbe comportato alcun cambiamento. Anzi, se ai tifosi avessero detto: “ripartirete con una società forte e blasonata dall’Eccellenza”, loro avrebbero risposto di sì, certi che oggi sarebbero in Serie C.
La bufala sui mancati interessamenti
Brunetti continua con le bugie quando afferma questo: “ho seri dubbi che ci sia mai stato l’interesse reale di qualcuno. A detta della società, nessuno ha mai fatto una proposta formale. In questa città il pettegolezzo è dietro l’angolo. Per quanto è di mia conoscenza non c’è mai stata una offerta formale, né tantomeno c’è stato mai un rifiuto. Più volte la società ha detto che la Reggina è in vendita, ma mi pare che nessuno si sia fatto avanti, perlomeno a mia conoscenza”. Brunetti sa che non è così, ma non può dirlo. E Brunetti sa anche che, prima di effettuare un’offerta, ci si siede al tavolo e si chiede all’interlocutore quanto voglia.
E, in tal senso, ci sono almeno due uscite pubbliche, confermate dalla stessa società: Luca Gallo, interesse ribadito dallo stesso Ballarino (ma al buon Vice Sindaco basterebbe chiedere a Falcomatà e Latella, saranno ben informati); e Stefano Bandecchi, a cui il club ha anche risposto chiudendo a ogni tipo di trattativa. Quindi, no, neanche questo è vero: gli interessi ci sono stati, da lì si sviluppano le offerte, che pure da Gallo era arrivata.


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