La campagna elettorale per le elezioni comunali di Reggio Calabria in programma per la prossima primavera, si apre tra scintille e polemiche: la disponibilità alla candidatura annunciata venerdì sera da Francesco Cannizzaro sul palco di Forza Italia a piazza Duomo ha fatto girare la testa a molti, che hanno trascorso il weekend con il mal di pancia soprattutto nelle fila del centrosinistra che mai si aspettava un impegno del genere e pensava di poter vincere facile ancora una volta, come già accaduto nel 2020.
La posizione di Cannizzaro, invece, ha scatenato la solita rabbia e il livore tipici della sinistra che ha iniziato ad aggredire l’avversario politico, adesso che diventa un pericoloso ostacolo al mantenimento del potere. E non è un caso se le prime scaramucce arrivino proprio dalle stanze del Palazzo, in questo caso Palazzo San Giorgio, da cui torna alla ribalta della cronaca ancora una volta Filippo Sorgonà, controverso capo dell’ufficio stampa del Comune nominato dal sindaco Giuseppe Falcomatà pochi mesi fa, già al centro di discussioni per il suo percorso e per le modalità di selezione legate al concorso comunale dei giornalisti.
Il post su Facebook e la polemica con Cannizzaro
A riaccendere la miccia, un commento pubblicato da Sorgonà su Facebook, in risposta a un post del giornalista Paride Leporace. Nel messaggio, il capo dell’ufficio stampa del Comune ha fatto allusioni a una presunta telefonata dello stesso Cannizzaro a Falcomatà o ad altri imprecisati “superiori” del capo ufficio stampa che lo avrebbero “censurato” in merito ad alcune considerazioni nei confronti dell’Onorevole azzurro:
Le parole di Sorgonà, che evocano “censure” e dinamiche opache, suscitano enormi dubbi e rilanciano gli interrogativi sull’opportunità che un personaggio così tanto schierato politicamente, possa ricoprire un ruolo così delicato e istituzionale che richiede una grande professionalità, assoluta sobrietà e una visione politica super partes in quanto ha il dovere di guidare la comunicazione di tutto l’Ente nelle sue componenti, comprese le opposizioni. E quindi anche il partito di Cannizzaro.
Un incarico da sempre discusso
Già al momento della sua nomina, la figura di Sorgonà aveva sollevato forti perplessità. Come ricostruito già lo scorso dicembre su StrettoWeb, la sua vicinanza a posizioni politiche radicali di sinistra, l’assenza di una formazione e di esperienze adeguate e alcune dichiarazioni pubbliche dai toni estremisti avevano acceso un ampio dibattito sulla compatibilità del suo profilo con una carica che dovrebbe rappresentare, in modo super partes, l’intero consiglio comunale.
A ciò si aggiungono le anomalie procedurali segnalate nel concorso per giornalisti indetto dal Comune, con criteri di selezione e punteggi oggetto di contestazioni. Da evidenziare inoltre che la nomina a capo dell’ufficio stampa non sia affatto prevista dal concorso, che è stato indetto per addetti stampa semplici, bensì arbitraria decisione del Sindaco Falcomatà.
Un problema di opportunità istituzionale
L’episodio riporta al centro il tema del rapporto tra politica, amministrazione e comunicazione pubblica. Il capo dell’ufficio stampa, per sua natura, è tenuto a un profilo di assoluta neutralità, rappresentando l’ente e non la parte politica che lo ha nominato. Si tratta di un funzionario, di un tecnico, che non può lasciarsi andare a commenti di natura politica. Questo tipo di prese di posizione su figure politiche cittadine rischiano di confermare la totale assenza di credibilità e imparzialità dell’informazione istituzionale.
Inoltre, il commento in questione non solo coinvolge un esponente parlamentare, ma allude persino a presunte “censure” interne al Comune, evocando un clima di tensione e risentimento che poco si concilia con la sobrietà e la riservatezza richieste a chi dirige un ufficio stampa pubblico.
Il profilo di Sorgonà, certamente più affine all’attivismo politico che alla comunicazione istituzionale, risulta oggi ancor più problematico alla luce del recente episodio. In un contesto amministrativo già segnato da tensioni e sfiducia, la credibilità dell’Ufficio Stampa comunale è oggi totalmente compromessa da chi, invece di mantenere equilibrio e professionalità, sceglie di esporsi con giudizi e insinuazioni.
La vicenda non pone solo un tema di stile, ma di opportunità e correttezza amministrativa. Il capo dell’Ufficio Stampa di un Comune non è un opinionista, ma un funzionario incaricato di garantire la corretta diffusione delle informazioni dell’Ente. Ogni dichiarazione personale su temi politici o su figure pubbliche può essere interpretata come espressione dell’Amministrazione stessa, con gravi ricadute sulla sua immagine.
Con il commento su Facebook, Filippo Sorgonà dimostra di non cogliere questa distinzione fondamentale, confermando i dubbi sulla sua inadeguatezza a ricoprire un incarico di rappresentanza istituzionale.
Molti si chiedono oggi se sia ancora sostenibile la permanenza di Sorgonà in un ruolo tanto delicato, specie in un periodo elettorale così sensibile. E se poi Cannizzaro, o il Centrodestra, dovessero vincere le elezioni? Cosa farà a quel punto il compagno Sorgonà, che oggi si comporta come se fosse alla guida della comunicazione di un centro sociale?




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