E’ iniziata da pochi minuti una riunione convocata d’urgenza a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul Ponte sullo Stretto dopo lo stop della Corte dei Conti alla delibera Cipess imposto nella serata di ieri. L’incontro servirà ad “affrontare la questione“, spiega il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, anticipando che “la mia proposta è quella di tornare in Consiglio dei ministri e approvare di nuovo il progetto. E poi lo approverà il Parlamento“.
Le norme dello Stato prevedono che il Governo possa procedere con l’avvio dei cantieri di opere considerate urgenti e necessarie, anche senza l’avallo dei giudici contabili. Questo è l’orientamento espresso in queste ore da tutti i componenti della maggioranza. Molto chiara, in tal senso, la dichiarazione di Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputato messinese di Forza Italia, da sempre in prima linea per la grande opera dello Stretto: “Sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto – ha detto poco fa – il governo, così come già affettato dal premier Meloni e dal ministro Salvini, andrà avanti. Altro che game over, come spererebbe qualche oscurantista dell’opposizione. Nelle prossime settimane – questa una possibile soluzione in campo – l’esecutivo potrà assumersi la responsabilità politica di superare i rilievi della Corte dei Conti. Ci potrà infatti essere una deliberazione specifica del Consiglio dei ministri, che ha il compito di valutare se l’atto in questione risponda a interessi pubblici di rilevanza superiore e quindi debba essere eseguito comunque. Se il Consiglio dei ministri confermerà la necessità dell’atto, la Corte dei Conti dovrà comunque ordinare la registrazione dell’atto, apponendo un visto con riserva. Un atto registrato con riserva acquisisce piena efficacia legale, cioè può essere eseguito normalmente, ma rimane comunque una possibile responsabilità politica per il governo, cosa che francamente non ci spaventa. A causa di questa vicenda perderemo un po’ di tempo, ma andando avanti con determinazione eviteremo che questo Paese venga screditato di fronte a chi è pronto ad investire“.
Ieri sera a Porta a Porta, l’ad della Società Stretto di Messina Pietro Ciucci, ha confermato l’avvio dei cantieri tra gennaio e febbraio 2026 con la procedura d’urgenza prevista dal Governo.
Ponte sullo Stretto, Salvini: “la casta giudiziaria non ci fermerà, andiamo avanti”
“Questa e’ la casta giudiziaria che vede il crollo del suo potere e del suo impero. E queste sono le sue ultime, disperate invasioni di campo“. Lo dice Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, parlando dello stop della Corte dei conti al Ponte sullo Stretto, in un’intervista al Corriere della sera. “Questi signori non ci fermeranno“. Lei legge il pronunciamento come politico? “Ma è chiaro. Ora, l’11 dicembre, ci sarà il mio processo in Cassazione per la vicenda Open Arms e chissà cosa accadrà Il problema è che la scelta sul Ponte non è uno sgarbo alla Lega ma a tutti gli italiani. Lo fanno contro tutti.
“E’ un progetto a cui hanno lavorato 21 università italiane. Ventuno. Studi di progettazione di mezzo mondo, i migliori, dalla Danimarca al Giappone. Un progetto che desta una curiosità enorme a livello globale. E’ un progetto sostenuto dall’Europa: il commissario di oggi e il suo predecessore sono entrambi assolutamente favorevoli a quest’opera. E ora, vediamo una scelta dal sapore politico e pochissimo tecnico. Pensano di fermare questo progetto? Si sbagliano, e di grosso…”. “Ho appena sentito al telefono Giorgia Meloni. La mia proposta è quella di tornare in Consiglio dei ministri e approvare di nuovo il progetto. E poi lo approverà il Parlamento. Ripeto, qui c’è dentro l’università italiana, c’è dentro l’Italia. Dovrebbero tutti farsi dire di no da un mini sistema di potere?“, chiede Salvini. Il premier è d’accordo? “La presidente ha convocato” per stamattina “una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi per affrontare la questione. E io credo che dobbiamo prenderci la responsabilità di riapprovare il progetto prima in Cdm e poi in Parlamento. Certo: qui ci sono in ballo miliardi, ci sono in ballo centinaia di migliaia di posti di lavoro e migliaia di aziende pronte a partire. Fermarci è un’assurdità“, insiste il vicepremier. I tempi quanto saranno condizionati? “Di tempo ce ne faranno perdere di certo. Io ero pronto a partire la settimana prossima. Ci volevano tre anni? Ora ci vorranno tre anni e due mesi. Ma il Ponte si farà“, assicura infine.
Ponte Stretto. Ferrante (Mit): “da Corte dei Conti ingerenza indebita, progetto va avanti”
“La decisione della sezione centrale della Corte dei Conti sulla delibera Cipess riguardante il Ponte sullo Stretto rappresenta un’ingerenza grave ed indebita, che riflette la volontà di prevaricare scelte politiche spettanti solo al Governo e al Parlamento, espressioni della volontà popolare. Non è bastato aver fornito risposte documentali esaustive e puntuali a tutti i rilievi formulati dalla Corte, che evidentemente – mossa da pregiudizio ideologico – vuole poter decidere arbitrariamente quali opere pubbliche vadano realizzate e quali no. Il Ponte sullo Stretto è un’infrastruttura strategica per il Paese, sostenuta fortemente anche dall’Europa e approfondita meticolosamente in tutti i suoi aspetti procedurali, che consentirà di modernizzare il sistema dei trasporti nazionale, rendere più competitivi i nostri territori e fungere da volano per occupazione, crescita e sviluppo del nostro Sud. In questi tre anni troppo spesso singolari pronunce giurisdizionali hanno tentato di bloccare riforme e provvedimenti del Governo. Un’opposizione giudiziaria inammissibile in uno stato di diritto e che mina l’equilibrio tra poteri dello Stato. Ma è un tentativo destinato a fallire. Il progetto sul Ponte va avanti, come anche la riforma costituzionale della giustizia che oggi approveremo in via definitiva”. Lo afferma il deputato di Forza Italia e Sottosegretario al Mit Tullio Ferrante.
Ponte sullo Stretto, Donzelli: “da Corte dei Conti invasione di campo spudorata”
“Non c’è ombra di dubbio che sia un’invasione di campo” da parte della Corte dei Conti. Lo ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, parlando con i giornalisti fuori da Palazzo Chigi. “Fermare un’opera infrastrutturale così importante perché non si vuole cliccare su un link… Credo che sia un po’ forzato stabilire che i documenti debbano essere inviati per forza in forma cartacea. Mi sembra una chiara e spudorata forzatura. Il ruolo della Corte è controllare non impedire, ci sono rilievi assurdi come quello del link. Se ci sono motivi seri si sarebbero potuti concentrare su quelli“.
Ponte sullo Stretto, Mulè: “Corte dei Conti non fermerà il futuro”
“Non sarà certo il pronunciamento della Corte dei Conti a fermare il futuro dell’Italia. Sul Ponte sullo Stretto è evidente che i giudici contabili si sono ‘allargati’ a dismisura con una decisione che invade competenze di altri e soprattutto va contro l’interesse del Paese. E bene farà il governo ad andare avanti nella certezza di portare avanti un’opera fondamentale per lo sviluppo del Sud e dell’Italia“. Lo dichiara Giorgio Mulè, deputato di Forza a Italia e Vicepresidente della Camera.



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