Un lunedì sera molto teso, la ripresa nella notte e nel martedì mattina, il lungo riposo e ora si riparte. Dopo undici anni da Sindaco, è pronta a cominciare l’avventura di Giuseppe Falcomatà al Consiglio Regionale. Il primo cittadino, con i suoi più stretti collaboratori, ha cominciato oggi l’analisi del voto. Sta analizzando e verificando, Comune per Comune della Città Metropolitana, il suo risultato elettorale, considerando la sfida “interna” con Ranuccio e Muraca. Un termometro, quello dell’analisi odierna, per misurare l’apporto dalla provincia di Reggio Calabria e quello dei Consiglieri Metropolitani protagonisti nei vari Comuni, in tanti casi in qualità di Sindaci. Detto in termini più spiccioli, Falcomatà vuole capire chi lo ha realmente “tradito” o meno.
Questo, alla luce di una decisione che ha albergato nella sua testa dopo l’ingresso in Consiglio, relativa alle dimissioni da Sindaco o al traghettamento con un vice fino a nuove elezioni. Falcomatà ha confermato oggi, come scritto su StrettoWeb ieri, che non si dimetterà, ma non sta nascondendo affatto la rabbia per le vicende interne di partito. Oggi ha ribadito che i suoi sono voti arrivati dalla gente, e non dal partito, lanciando una frecciata indiretta al segretario regionale del PD Nicola Irto, che in questa campagna elettorale ha supportato il Sindaco di Palmi Ranuccio, il quale ha raccolto circa 300 voti in più di Falcomatà.
La situazione in alcuni Comuni
Anche in riferimento a queste considerazioni, dunque, Falcomatà sta analizzando i voti. E la situazione non è proprio rassicurante, per lui. Che, va detto, era convinto di stravincere, e invece è arrivato secondo, dietro al Sindaco di un paese di 18 mila abitanti, raccogliendo solo 6 mila voti nella città in cui è stato primo cittadino per undici anni. Tornando all’analisi, si possono andare a verificare nel dettaglio i voti di alcuni Comuni in cui Falcomatà si è impegnato con ingenti investimenti in termini di spesa Metrocity e consiglieri metropolitani delegati. Quelli, insomma, in cui si sarebbe aspettato un ottimo risultato. Che però non è arrivato, anzi.
A Gerace, per esempio, dove il Sindaco è Rudi Lizzi, consigliere metropolitano, Ranuccio ha raccolto 43 voti, mentre Falcomatà soltanto 15. A Benestare, Comune guidato da Domenico Mantegna, altro consigliere metropolitano, Falcomatà ha raccolto solo 23 voti, mentre Ranuccio 9. La situazione clamorosa è a Cinquefrondi: qui Falcomatà ha raccolto 18 voti, mentre Giovanni Muraca addirittura 203 (!); 93 invece per Ranuccio. E’ qui che, in modo inaspettato, si è allargato il divario che ha portato Ranuccio a sorpassare Falcomatà, perché i tanti voti raccolti da Muraca sarebbero andati al primo cittadino reggino.
A Santo Stefano, in cui il Sindaco Malara è del PD, Ranuccio ha raccolto 25 voti; solo 14 a testa per Muraca e Falcomatà. A Siderno poi – uno dei Comuni più popolosi della fascia jonica, in cui è previsto il nuovo Lungomare Locri-Siderno finanziato proprio dalla Città Metropolitana – c’è un divario enorme, che denota il flop di Falcomatà: quest’ultimo ha raccolto infatti solo 115 voti, rispetto ai 242 di Muraca e ai 946 di Ranuccio. A Siderno, paese della jonica, opposto della sua Palmi, Ranuccio ha raccolto un decimo dei suoi voti totali.
Sono queste le riflessioni che oggi albergano nella testa di Falcomatà. Riflessioni che lo porteranno a rivedere l’organizzazione all’interno della Giunta Metropolitana. Dal momento che non si dimetterà, infatti, è necessario capire come verranno redistribuite le gerarchie all’interno della squadra di Governo. E queste elezioni regionali, forse in modo troppo imprevedibile per lui, hanno certamente scompaginato i piani.


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