Anche il professionista reggino e già assessore comunale Enzo Cuzzola ha commentato la possibilità che il volo Reggio Calabria-Roma venga cancellato. In tanti, da Reggio, gridano allo scandalo, ma non bisogna mai dimenticare la situazione di qualche anno fa. “La notizia (sempre più temuta, studiando il piano industriale, come denunciato da Pino Falduto su facebook) di una possibile interruzione del volo Reggio Calabria–Roma ha riacceso un tema cruciale: quello del valore pubblico. Non è solo un collegamento che rischia di scomparire, ma un simbolo di quanto la logica del mercato abbia progressivamente sostituito quella dell’interesse generale. Da quando lo Stato ha scelto di comportarsi come un’azienda, affidando ai privati la gestione di servizi essenziali, il diritto alla mobilità è diventato una variabile economica. Se un volo non produce profitto, si cancella. Ma un territorio non può essere governato come una linea di bilancio” ha detto.
“Dietro un collegamento aereo c’è molto più di una rotta: ci sono studenti, lavoratori, malati, famiglie divise, imprenditori che devono scegliere se investire o rinunciare. L’incertezza sulla continuità dei voli non è solo un disagio logistico, ma una forma sottile di esclusione economica e sociale. Chi vive in una regione che non sa se domani sarà raggiungibile, finisce per non credere più nel proprio futuro. E così, lentamente, si indebolisce la fiducia collettiva, che è il primo capitale di sviluppo di una comunità. Il valore pubblico non si misura nei bilanci d’impresa, ma nella capacità di generare coesione e benessere condiviso. Un volo che unisce Reggio Calabria a Roma crea valore pubblico perché tiene insieme il Paese, restituisce dignità a un’area periferica, permette la partecipazione piena alla vita civile ed economica. Quando la logica aziendale prevale su quella pubblica, il cittadino diventa cliente, e la coesione nazionale si dissolve dietro un grafico di redditività”.
“Eppure, alternative esistono. Una compagnia aerea regionale, partecipata dalla Regione e gestita operativamente da vettori specializzati, potrebbe garantire i collegamenti strategici indispensabili allo sviluppo. Non servono flotte o strutture costose: basterebbe una visione politica che consideri la mobilità un diritto, non una concessione del mercato. Una regione che decide di governare la propria accessibilità, invece di subirla, restituisce valore pubblico a ogni biglietto venduto. Il caso del volo Reggio–Roma è, in fondo, lo specchio di un’Italia che deve scegliere se restare uno Stato-azienda o tornare a essere una comunità di cittadini. La modernità non si misura solo nei conti economici, ma nella capacità di non lasciare indietro nessuno. Garantire il diritto a partire e a tornare significa tenere insieme un Paese. È questo, oggi, il vero volo del valore pubblico”.



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