Nei giorni scorsi, l’università “Polo Piagge” di Pisa è stata teatro di un episodio orribile. Un gruppo di facinorosi proPal è entrato in un’aula interrompendo la lezione con la forza e un megafono, quasi fosse un’occupazione militare. Il motivo? Protestare in favore della Palestina. I proPal hanno aggredito il professore, deciso a continuare la lezione, imponendo la propria volontà con la forza, fra le espressioni di shock degli studenti presenti in aula.
Intimidazioni, violenza, uso della forza. Un’università trasformata in un campo di battaglia. Questo è il concetto di protesta “per la pace” dei proPal. Quanto accaduto non poteva lasciare indifferenti. Il gruppo “Studenti per la Libertà” ha protestato in maniera pacifica negli spazi esterni dell’ateneo: niente urla, niente passamontagna, niente fumogeni, niente invocazioni dell’intifada, niente scontri. Solo dei semplici cartelli con messaggi forti: “togliamo la maschera ai paciFinti”, “a difesa del diritto allo studio”, “mani addosso? Fuori”, “difendiamo la libertà accademica”.
Gli studenti di Pisa, la parte sana, protestano per le giuste cause: in difesa del diritto allo studio, contro la violenza, per la libertà accademica.


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