Il PD britannico conferma: ecco perchè Israele non sta commettendo un genocidio

Il Partito Laburista (centro-sinistra) britannico ha confermato che Israele non sta commettendo alcun genocidio a Gaza

Secondo la Gran Bretagna, Israele non sta commettendo alcun genocidio a Gaza. E non lo dice un governo di destra, una nazione fascista, un partito politico vicino a Israele. Lo dice il Partito Laburista, forza politica di centro-sinistra, il corrispettivo del Partito Democratico italiano. Tradotto: è come se Elly Schlein, dopo un’attenta indagine, dati reali alla mano, senza obblighi politici nel dover mistificare la realtà per generare consenso, appurasse che nonostante la guerra sia riprovevole in ogni sua forma, parlare di genocidio a Gaza sia sbagliato.

E il motivo è abbastanza facile da intuire a chiunque sia in grado di comprendere la lingua italiana, lo abbiamo già spiegato in un articolo apposito con dati reali, non filtrati da Hamas.

La sinistra britannica spiega che non esistono prove reali (a parte la propaganda di Hamas, che ricordiamo essere un’organizzazione terroristica che ammazza a sangue freddo donne e bambini e rivendica attentati con orgoglio), che le morti civili del conflitto a Gaza siano intenzionalmente provocate da Israele.

L’ammissione del Partito Laburista: nessun genocidio in atto a Gaza

In una documentazione ufficiale, David Lammy, il vice primo ministro del Regno Unito e Segretario di Stato per la giustizia del governo Starmer, si è detto contrario alle operazioni militari di Israele, spiegando: “purtroppo, da quando ho testimoniato davanti alla Commissione a luglio, la spaventosa situazione nei Territori Palestinesi Occupati ha continuato a peggiorare e Israele ha annunciato un’espansione delle operazioni militari a Gaza. Come ho affermato in una dichiarazione congiunta con gli alleati il ​​9 agosto, il Regno Unito respinge fermamente questa decisione. Aggraverà la catastrofica situazione umanitaria, metterà in pericolo la vita degli ostaggi e rischierà un ulteriore sfollamento di massa di civili. Condanniamo inoltre con la massima fermezza la decisione di Israele di approvare i piani per la costruzione di insediamenti nell’area E1, a est di Gerusalemme“.

Lammy ha spiegato che il Regno Unito non sta armando la guerra di Israele a Gaza, per poi specificare che secondo il Regno Unito a Gaza non è in atto alcun genocidio rispondendo alle domande su cosa stia facendo il governo britannico per “prevenire il genocidio a Gaza“.

La posizione del Governo è trattata in dettaglio nei paragrafi 87-101 dell’Argomentazione Scheletrica della Rivista Giudiziaria di Al Hag. – spiega Lammy – L’obbligo di prevenire il genocidio ai sensi dell’articolo 1 della Convenzione sul Genocidio (1948) sorge quando il Regno Unito viene a conoscenza, o avrebbe dovuto normalmente venire a conoscenza, dell’esistenza di un grave rischio di genocidio. Da quel momento in poi, se disponiamo di mezzi che potrebbero avere un effetto deterrente su coloro che sono sospettati di preparare un genocidio o ragionevolmente sospettati di nutrire intenti genocidi, il Regno Unito ha il dovere di impiegare tutti i mezzi ragionevolmente disponibili per prevenire il genocidio. Questa posizione è in linea con la decisione della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) nel caso relativo all’applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio (Bosnia ed Erzegovina contro Serbia e Montenegro, 2007).

Il Governo ha attentamente considerato il rischio di genocidio, anche quando ha autorizzato le esportazioni al programma globale F-35. L’elevato numero di vittime civili, tra cui donne e bambini, e l’estesa distruzione a Gaza sono assolutamente spaventosi. Israele deve fare molto di più per prevenire e alleviare le sofferenze che questo conflitto sta causando. Secondo la Convenzione sul Genocidio, il crimine di genocidio si verifica solo in presenza di uno specifico “intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Il governo non ha concluso che Israele stia agendo con tale intento.

La Corte Internazionale di Giustizia sta esaminando un caso presentato dal Sudafrica contro Israele, ai sensi della Convenzione sul Genocidio, e ha ordinato misure provvisorie, anche in materia di accesso umanitario a Gaza. Israele ha l’obbligo di attuare tali misure in base al diritto internazionale. Il Regno Unito ha ripetutamente riconosciuto gli orrori del conflitto a Gaza e ha invitato Israele a conformarsi agli ordini della Corte.

Il caso è in corso e la Corte deve ancora esaminare e pronunciarsi sul merito. Ad oggi, la Corte Internazionale di Giustizia non ha né riscontrato che Israele abbia violato i propri obblighi ai sensi della Convenzione sul Genocidio, né si è pronunciata sulla plausibilità di un genocidio da parte di Israele. Di conseguenza, non riteniamo che le ordinanze di misure provvisorie della Corte Internazionale di Giustizia debbano essere considerate come un atto che crei la consapevolezza di un grave rischio di genocidio“.