Oggi, in Italia, gli ebrei si sentono difesi dalla Destra e odiati dalla Sinistra. E la domanda alla quale nessuno può sottrarsi è: come siamo arrivati a una situazione del genere? Un ribaltamento che fa impallidire la storia. E la storia degli ebrei in Italia è parecchio tribolata. Durante il regime fascista, le leggi razziali colpirono gli ebrei italiani trasformandoli in poche ore in apolidi da ghettizzare, poi da rastrellare e destinare alla “soluzione finale”, la morte nelle camere a gas secondo la volontà dichiarata e attuata in maniera sistematica dai regimi nazi-fascisti. Fa bene ricordarlo: questo è classificabile come genocidio, quello di Gaza no.
Uno squarcio nella storia dell’Italia che, ai giorni nostri, a 80 anni di distanza dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, resta ancora vivo nella cultura italiana attraverso il 27 gennaio, la “Giornata della Memoria“. La data in cui il “mai più” viene condiviso trasversalmente dalla politica italiana, da ogni partito.
Oggi, quel “mai più” viene tradito proprio dalla Sinistra che ospita al suo interno il movimento proPal che fa proseliti in tutti gli spettri dell’opposizione, dalla frangia moderata a quella estrema. Oggi Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, afferma che gli ebrei italiani si sentono difesi dalla destra e non dalla sinistra. E appare incredibile.
Le parole di Vittorio Foa e la Sinistra che ha perso la Memoria
Su “Il Giornale”, Giancristiano Desiderio riporta un estratto di un’intervista a Vittorio Foa, uomo di sinistra e antifascista, che i fascisti incarcerarono. Foa si disse contrario alla Giornata della Memoria perchè “non mi piace l’idea di istituzionalizzare la memoria. La memoria o ce l’hai o non ce l’hai. Io non posso dire che tu devi ricordare, non lo posso dire. Posso invitarti a ricordare perché è importante che tu lo faccia, posso raccontarti le cose che ho visto o che ho letto o che ho saputo, questo è bene che lo faccia perché bisogna aiutare gli altri a sapere, ma non posso dire che tu devi ricordare il giorno tale, questo no“.
In sintesi: o la Memoria è spontanea e sentita, o diventa vuota retorica priva di senso e rischia di delegittimare la Shoah. Ed è quello che è accaduto, con una differenza che nel Dopoguerra nessuno, davvero nessuno, avrebbe mai immaginato: è successo a sinistra e non a destra. La Sinistra si è impadronita della Memoria e l’ha usata come strumento per tenere la destra ai margini della società civile e politica, una macchia da far tornare a piacimento sotto i riflettori per ricordare a tutti “chi sono quelli la“.
Oggi, nel conflitto fra Israele e Hamas, la Sinistra riconosce una fantomatica dittatura nel primo e non la dichiarata natura terroristica dei secondi. La Sinistra, oggi, accusa gli ebrei di genocidio, senza distinzioni.
Oggi gli ebrei sono tornati a essere perseguitati in quanto ebrei. Si assiste giornalmente a scene di violenza (verbale e fisica) e discriminazione contro tutto quello che è considerabile ebreo. Ne sono andati di mezzo turisti, università, farmaci, professori, sportivi, attori. Il PCI ha stilato liste di proscrizione con nomi, cognomi, indirizzi e ruoli di ebrei italiani a cui dare la caccia, con la scritta “wanted”.
Il genocidio viene banalizzato, spogliato dal suo significato letterale (che non ha colore politico e casacca morale) e piegato a nuove interpretazioni propagandistiche. La storia si ribalta alla ricerca di consenso, si criminalizza una democrazia e in Italia si riapre una ferita vecchia quasi un secolo. Sinistra, come ti sei ridotta…


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