“No, io non ce l’ho con la magistratura. Non cambio idea: ho sempre detto che in una Regione complicata come la Calabria i magistrati devono fare il loro lavoro serenamente. D’altra parte, io ho chiarito ogni cosa, non ho nulla da temere dall’inchiesta giudiziaria. Sapete con chi ce l’ho? Ce l’ho con tutti questi politici di secondo piano, tutti questi che in politica non hanno mai realizzato nulla per la Calabria in tanti anni. Ce l’ho con questi odiatori, con queste persone arrabbiate con la vita, che tifano per il fallimento della Calabria, che quasi sono contenti quando si parla male della Calabria. Ce l’ho con questi che utilizzano l’inchiesta giudiziaria come una clava per indebolire o per uccidere politicamente il presidente della Regione: non sarà così”.
Ha detto anche questo, soprattutto questo, il Governatore della Regione Calabria Roberto Occhiuto, in un video sui social che ha destato – giustamente – clamore, forse anche di più di quello in cui aveva annunciato l’avviso di garanzia qualche settimana fa. Scioccati un po’ tutti, da Destra a Sinistra. C’è chi pensa che qualcuno stia gongolando, chi magari sta gongolando davvero, chi invece pensa che sia una strategia comunicativa di Occhiuto per stravincere con la ricandidatura, che comunque aveva già annunciato. Di certo, queste sono le ore più calde, in cui emergono scenari e riflessioni.
Da Calenda al PD, i possibili odiatori
Sulle riflessioni, beh, c’è da chiedersi proprio chi siano questi odiatori di cui parla Occhiuto. Non cita nessuno, ma il riferimento sembrerebbe chiaro. Gli avversari politici, l’opposizione che in questi mesi, in queste settimane, e soprattutto negli ultimi tempi, hanno approfittato dell’avviso di garanzia per provare a “sbattere” definitivamente via un governatore che ha fatto e sta facendo buone cose per la sua Regione. Su tutti il PD calabrese, che oggi per l’Alta Velocità, domani per la sanità, e poi per i TIS, e poi per altro e altro ancora, stanno “tallonando” il presidente di Regione. Nelle ultime ore, anche la stoccata di Carlo Calenda e l’ennesimo affondo di Falcomatà – già in campagna elettorale – in Consiglio Comunale, che ha alimentato la propaganda sull’AV Salerno-Reggio Calabria, poi ripresa anche da +Europa, sollecitando la risposta e smentita della stessa Regione e del MiT.


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