Serie D, nuova nota dell’Acireale dopo la risposta degli investitori

L'Acireale replica alla Palella Holdings LLC sulla questione della clausola di riservatezza: la nuova nota stampa

In merito alla trattativa per l’acquisizione della SSD Città di Acireale 1946, la società ha voluto chiarire la propria posizione dopo la risposta giunta dalla Palella Holdings LLC, che ha ritenuto la clausola di riservatezza un ostacolo al prosieguo del dialogo. Di seguito la nota integrale, articolata in punti fondamentali. “In riferimento alla risposta fatta pervenire dalla Palella Holdings LLC in merito alla richiesta di sottoscrizione della clausola di riservatezza, la Società Sportiva Dilettantistica Città di Acireale 1946 rende noto che trova alquanto singolare il fatto che il patto di riservatezza venga considerato un “ostacolo”.

“Si ritiene naturale che una holding con esperienza in campo internazionale abbia conoscenza delle procedure legate ad acquisizioni come quella nella quale si sta procedendo, procedure che spesso si muovono all’interno di contesti che prevedono la riservatezza (e spiace che si consideri questa una “trattativa dilettantistica”, perché chi è interessato a trattare dovrebbe conoscere l’importanza della storia calcistica della città che è teatro della trattativa, senza affibbiare una simile etichetta)”.

La tutela dei dati sensibili è responsabilità condivisa

“Nel caso specifico, alla luce del fatto che i passi della trattativa sono stati resi pubblici con sorprendente puntualità (al punto che adesso persino i particolari della richiesta di sottoscrizione di un patto di riservatezza sono stati resi noti), si è ritenuto doveroso mettere al sicuro i dati sensibili dei quali legittimamente la parte interessata all’acquisizione vuole venire a conoscenza.

Alla luce di ciò, peraltro, non si capisce quale sia il problema: la clausola avrebbe potuto essere di mille o di un milione di euro, ma se non si hanno problemi a mantenere il riserbo, perché non la si firma per proseguire nella trattativa? Se davvero si vuole proseguire per il bene dell’Acireale, lo si può fare accettando di non divulgare i dati sensibili, il che si ritiene più che ragionevole.

Differentemente, la trattativa si sarà arenata perché non si può garantire questo. Ma ci si chiede: se già questo non si riesce a garantirlo, che garanzie possono esserci per il futuro? Soprattutto alla luce di un passato le cui ferite sono state visibili anche nelle ultime stagioni, e che dall’attuale Società sono state curate senza preoccuparsi di renderlo noto con la stessa sorprendente puntualità vista adesso”.

Sulla beneficenza: un gesto silenzioso, non uno strumento mediatico

“Riguardo la lodevole volontà di fare beneficenza, poi, si fanno alcune precisazioni: la prima è che al netto di una trattativa commerciale la beneficenza può essere fatta comunque, perché per sua natura difficilmente uno slancio sociale si concretizza solo col fallimento di una trattativa; la seconda è che l’Acireale non è un megafono per far sapere che si vuole aiutare qualcuno che ha bisogno di sostegno, né un tramite per farlo, quindi se si vuol fare davvero beneficenza la si faccia e basta.

La terza, infine, è che proprio questo rendere noto un possibile gesto di beneficenza sembra rappresentare la natura della parte interessata all’acquisizione: amplificare le parole, rendere rumorosi gli annunci, senza però fornire certezze. Un gesto legato alla beneficenza per sua natura dovrebbe essere utile solo al ricevente, e la soddisfazione di aver dato un aiuto la si può trovare nel silenzio della propria coscienza”.