Intervistato ai microfoni di StrettoWeb l’architetto e progettista Gianni Artuso, dello Studio Artuso Architetti Associati di Reggio Calabria, ha spiegato alcuni punti legati ai lavori del Lungomare. L’architetto Artuso fa parte della direzione dei lavori del Lungomare e ha voluto chiarire, da un punto di vista tecnico, la modifica progettuale effettuata in corso d’opera.
“Il progetto nasce come unitario per tutto il Lungomare ma era chiaro dal primo mento che la cifra stanziata, i 3,6 milioni di euro, non potessero bastare per tutti i lavori. Noi che siamo stati gli aggiudicatari del progetto, abbiamo avviato i lavori con il vecchio progetto ma in corso d’opera si sono presentati una serie di elementi imprevisti. Nel momento in cui siamo andati a scavare abbiamo trovato una situazione stratificata da anni tra cui cavi dismessi e che non funzionavano più e quindi è stata l’occasione per razionalizzare tutti i sottoservizi. Abbiamo affrontato anche la problematica dell’apparato radicale che già dall’esterno era evidente non fosse messa bene ma scavando si è visto il resto. Si è resa necessaria quindi una perizia e la ricerca di altre risorse e a quel punto la soluzione, ampiamente condivisa da noi con l’amministrazione, è stata di andare verso un miglioramento dei materiali utilizzando la pietra di Lazzaro. Questo vuol dire che questo intervento è stato considerato come un progetto stralcio e si sta lavorando sul lungomare per completare e fare un lavoro per bene installando anche una nuova illuminazione. A questo punto si è quindi deciso di fare questa prima parte che va considerata come uno step del progetto stralcio e successivamente si completerà la parte rimanente. Chiaramente questa dinamica di modifica dei lavori è stata indotta da una serie di cose che inizialmente non si potevano conoscere quali ad esempio la rimozione di tanti cavi vecchi che sono stati trovati solo scavando”.



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