Donald Trump riflette sull’entrare o meno in guerra contro l’Iran. Ci penserà “due settimane“, ha detto. Un’attesa che, a quanto sembra, potrebbe riguardare la possibilità di usare o meno una bomba bunker per distruggere l’impianto di arricchimento di Fordow. Se tale bomba non dovesse risultare adeguata, potrebbe essere necessaria un’arma nucleare che Trump preferirebbe non usare. Intanto, all’indecisione USA si contrappone la sicurezza di Israele.
Secondo Netanyahu, infatti, Israele sarebbe in grado di distruggere autonomamente il sito nucleare di Fordow. Di recente, è andato a buon fine l’attacco sul reattore nucleare inattivo di Arak. L’impianto di Fordow è però molto più protetto: è sepolto a 90 metri di profondità sotto una montagna, protetto da calcestruzzo ultra-resistente che ha già reso vani i radi del 13 giugno.
Israele, comunque, è convinta di poter vincere la guerra contro l’Iran. “Stiamo scrivendo la storia qui e stiamo cambiando il volto del Medio Oriente – ha dichiarato il generale Eyal Zamir, Capo di Stato Maggiore dell’IDF, in visita ad Aman – La cintura di fuoco, la spada che hanno costruito per anni per farci del male, ora la stiamo rivolgendo contro di loro, contro la loro terra“.


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