“Che il quorum fosse difficilmente raggiungibile era noto: d’altra parte neppure nel voto in diverse elezioni amministrative lo si è raggiunto, a dimostrazione che la disaffezione verso la politica è diventato il primo e cruciale problema della democrazia. Lo è ovunque, ma solo qui succede che chi governa non si ponga il problema e incoraggi addirittura il disimpegno, a proposito del rispetto che questa destra ha per gli elettori e le istituzioni”, è quanto afferma l’eurodeputato e presidente del Pd, Stefano Bonaccini. “In ogni caso si è mancato l’obiettivo e quando oltre due terzi degli italiani non rispondono è necessario riflettere. Fossi nella destra, tuttavia, eviterei certi toni di scherno: pochi o tanti che siano, i circa 14 milioni di elettori che hanno partecipato sono più della somma dei voti di tutti i partiti che sostengono il governo Meloni alle ultime elezioni politiche. Dunque consiglierei di tenerne conto e non deriderli“, rimarca Bonaccini.
“Dal mondo del lavoro emerge in ogni caso una richiesta di diritti e protezione”
“Dal mondo del lavoro emerge in ogni caso una richiesta di diritti e protezione. Così come è sempre più urgente dare una risposta matura al problema della cittadinanza di milioni di persone che vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese, rimanendo però esclusi da un patto di cittadinanza fatto di diritti e doveri. Per parte nostra ci faremo carico di queste istanze, e servirà una proposta di governo alternativa alla destra, che sappia mettere al centro tutto il lavoro e i suoi diritti, il superamento della precarietà e la questione cruciale dei redditi delle famiglie e dei salari, di cui si discute troppo poco. Così come ribadire che chi nasce e cresce in Italia deve essere un cittadino italiano“, evidenzia Bonaccini.
“Noi abbiamo il dovere di costruire una risposta positiva che raccolga le istanze dei cittadini”
“I referendum, per propria natura, hanno il limite di essere strumenti abrogativi: noi abbiamo il dovere di costruire una risposta positiva che raccolga le istanze dei cittadini che ieri e oggi hanno partecipato, così come di chi ormai sfiduciato, o non convinto dei quesiti, è rimasto a casa, ma si aspetta però un’alternativa a questa destra latitante ogni volta che si parla di diritti, di lavoro e di dignità delle persone. Il lavoro e i diritti dovranno essere il primo pilastro del nuovo centrosinistra che dovremo costruire assieme a tutte le opposizioni, per dare prospettiva e futuro al Paese”, conclude Bonaccini.



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