Anche il girone I di Serie D ha ufficialmente chiuso il sipario sulla stagione 2024-2025. Domenica si è giocata l’ultima sfida, la finale playoff tra Reggina e Scafatese vinta dagli amaranto grazie a una rete di Renelus al 117′. Delle diciotto squadre del raggruppamento, l’unica ancora in campo – ma non nel girone – è il Siracusa, per la Poule Scudetto di Serie D. Per tutte le altre sono iniziate le vacanze. C’è chi le trascorrerà felici per l’obiettivo raggiunto, chi sarà triste per l’obiettivo fallito e chi invece attende buone nuove sulle incertezze legate all’iscrizione per la prossima stagione.
Alla luce di ciò, si può praticamente stilare un primo elenco delle compagini aventi diritto a disputare il girone I di Serie D 2025-2026. Ad oggi ci sono quattro calabresi e undici siciliane, quindici in totale. Promosse dall’isola Athletic Palermo e Milazzo, promossa dal girone calabrese la Vigor Lamezia. Dalla C scende il Messina, ma il punto interrogativo è enorme. Ecco l’elenco:
- Acireale
- Athletic Palermo (promossa dall’Eccellenza)
- Castrumfavara
- Enna
- Igea Virtus
- Messina (retrocessa dalla Serie C)
- Milazzo (promossa dall’Eccellenza)
- Nissa
- Paternò
- Ragusa
- Reggina
- Sambiase
- Sancataldese
- Vibonese
- Vigor Lamezia (promossa dall’Eccellenza)
Con quindici squadre ai nastri di partenza, per completare l’organico ne servirebbero altre tre, così da arrivare a diciotto totali. Per farlo si pescherà dal girone superiore – “H” – dove ci sono presenti soprattutto squadre campane. Eccole nello specifico:
- Afragolese
- Heraclea
- Ischia Isolaverde
- Nocerina
- Palmese
- Pompei
- Puteolana
- Real Acerrana
- Sarnese
- Savoia
- Scafatese
- Paganese
Scafatese e Pompei, già presenti quest’anno nel girone I, potrebbero essere riconfermate e a queste se ne dovrebbe aggiungere almeno un’altra, per arrivare a diciotto. Tra le salernitane, occhio alle varie Nocerina e Paganese, piazze calde e dalla tradizione importante in queste categorie.
Almeno tre incognite: occhio ai ripescaggi
C’è, però, un’incognita, oggi. Anzi tre, incognite: delle attuali quindici aventi diritto tra Calabria e Sicilia, non tutte sono certe di partecipare al prossimo campionato. Partiamo dal Messina, la cui situazione è abbastanza nota. Ad oggi non esiste una società, non esistono acquirenti importanti all’orizzonte a tal punto da sobbarcarsi debiti e una partenza ad handicap; ma soprattutto incombe una richiesta di fallimento avanzata dalla Procura e che dovrà essere discussa il 10 giugno. Al momento l’iscrizione è tutt’altro che sicura, anzi, le possibilità sono sempre più ridotte al lumicino.
Restando a Messina, ma in provincia, una situazione delicata la sta vivendo anche il Milazzo, fresco di promozione dall’Eccellenza. Il presidente Versaci la settimana scorsa ha rassegnato le dimissioni, che però sono state respinte. Con questa decisione si è però deciso di mettere in vendita il club, per evitare che si possa disperdere il grande traguardo conquistato. Ad oggi, però, anche questa è un’incognita. La terza incognita è rappresentata dall’Acireale. Il presidente Di Mauro ha confermato che non ci sono le condizioni per andare avanti, che metterà il club in vendita e che in caso di mancate offerte non iscriverà la squadra.
Dunque, nella malaugurata ipotesi in cui le tre squadre sopracitate non dovessero iscriversi, le aventi diritto tra Calabria e Sicilia scenderebbero a dodici. A questo punto per le tre sostitute si andrebbe a pescare dall’Eccellenza, attraverso il meccanismo dei ripescaggi di chi ha vinto i playoff.
Chi sarà il nuovo Siracusa?
Con un organico ancora da definire e da completare, la domanda sorge spontanea: quale sarà – se ci sarà – la Siracusa o il Trapani del prossimo anno? Facile dire Reggina, a meno che un clamoroso e ad oggi difficile ripescaggio non la estrometta da questo elenco. In caso contrario, e con il campo che ha decretato Serie D, si potrebbe pensare agli amaranto come favorita, anche se questi due anni hanno già dimostrato come la proprietà Ballarino non abbia facoltà economiche tali da ammazzare il campionato, dal momento che ha trovato squadre sempre più forti. La “salvezza” potrebbe essere rappresentata dal fatto di non dover concorrere con corazzate, ma questo è ancora presto per dirlo.
La Scafatese ad esempio ha dimostrato tanto, tra l’altro sorretta da una società ambiziosa. Anche la Nissa nutre grandi ambizioni, dall’alto di una società solida finanziariamente. Al momento da escludere il Messina, a meno che non arrivi un magnate dell’ultim’ora a salvare il club dal baratro con l’obiettivo – unico – di ammazzare il campionato. Fondamentale anche capire quale sarà l’eventuale altra campana oltre a Pompei e Scafatese. Restando a Salerno, occhio alla Nocerina. E in tal caso sarebbe un girone I infuocato.


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