A protestare a Piazza Italia, ieri a Reggio Calabria, contro il Ponte sullo Stretto e l’arrivo del Ministro Matteo Salvini, c’era anche Saverio Pazzano, consigliere comunale de “La Strada”. L’esponete di Sinistra, in maniera ironica, scrive: “a un certo punto Salvini è uscito, con quel sorriso sincero e disteso che tutti ammiriamo. E siccome non poteva avvicinarsi a noi, perché -si sa- chi governa non può avvicinarsi alle piazze se non ammaestrate, non può avvicinarsi al popolo se non ammansito da prebende, né ai consiglieri comunali, né ai partiti e ai movimenti se non allineati e coperti, né…. (Vabbè, la faccio breve, l’elenco è lungo…). Insomma, chi governa non è che può avvicinarsi ad ascoltare i territori…ma siccome che lui è generoso e vuole bene a tutti e proprio non ce la fa a stare in un protocollo… Allora ha fatto l’unica cosa che poteva: ha mandato un bacio”, evidenzia Pazzano.
Pazzano: “il bacio di Salvini voglio conservarlo, per restituirlo…con calma, in 49 milioni di comode rate. Vere”
“Un bacio di chi vuole bene e non aggressivo-passivo come qualche malalingua ipotizzerebbe. Un bacio di cuore e perciò prezioso. In aria. Allora mi sono lanciato ad acchiapparlo, come si tenta di fare con un palloncino scappato a un bambino. E ce l’ho fatta! L’ho catturato! E subito, come una reliquia l’ho custodito e portato a casa. Un-bacio-di-Salvini al popolo che difende lo Stretto contro la prepotenza e lo strapotere dei cantieri selvaggi. Un bacio. Subito l’ho messo su uno scaffale dove poso tutte le cose senz’altro vere: una mappa dove si vede bene che la terra è piatta, una boccetta con la sostanza che notoriamente evidenzia la pipì in piscina, il vestito nuovo dell’Imperatore, le promesse e le rassicurazioni di Salvini, il bacio di Salvini (new entry!), il Progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto, tutti i pareri positivi per il via ai cantieri del Ponte sullo Stretto, la tenuta dei cavi e le prove antisismiche del Ponte… Se a qualcuno servono, posso separarmene. Con difficoltà, ma posso… Tutto, ma il bacio proprio no. Quello voglio conservarlo, per restituirlo…con calma, in 49 milioni di comode rate. Vere”, conclude Pazzano.



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