Catanzaro, il sogno Serie A continua! Iemmello regala l’1-0 al Cesena e la semifinale playoff (per il secondo anno di fila)

Davanti agli oltre 9 mila spettatori dello stadio "Ceravolo", la squadra di Caserta non sbaglia contro il Cesena, rispetta il pronostico e fa suo il primo turno, quello casalingo e in cui poteva sfruttare doppio risultato e fattore campo

Antonio Cassano direbbe “chapeau!”. Chapeau al Catanzaro, in grado di centrare la semifinale playoff per la Serie A per il secondo anno consecutivo. Davanti agli oltre 9 mila spettatori dello stadio “Ceravolo”, la squadra di Caserta non sbaglia contro il Cesena, rispetta il pronostico e fa suo il primo turno, quello casalingo e in cui poteva sfruttare doppio risultato e fattore campo. Ci pensa, come sempre, capitan Iemmello a segnare il gol decisivo e scacciare le paure a qualche minuto dal rigore parato da Pigliacelli che avrebbe potuto rovinare i piani.

Ricordiamo sempre, con grande merito, cosa ha fatto questa società: promossa due anni fa in B, dopo anni e anni di investimenti in C, in cadetteria sta facendo un figurone pur con un budget ridotto rispetto a tante big. Anzi, sta anche facendo meglio di tante big che hanno speso molto di più. E lo ha fatto dall’alto di competenze, equilibrio, scelte giuste nei ruoli chiave, saggezza e fiuto. Dopo il ciclo vincente Vivarini, questa estate ha attuato una semi-rivoluzione cambiando DG, DS, allenatore e parte di squadra. Eppure, dopo una partenza diesel con tanti pareggi e qualche incertezza, nel ritorno ha messo la quinta ed è tornata a centrare, con pieno merito, i playoff di B, per il secondo anno di fila dopo la promozione. Ed è giusto evidenziare questo oggi, lo stesso giorno in cui invece il Messina retrocede in Serie D dopo anni di gestioni scellerate e trattative di cessione fuffa (o truffa?). Perché alla fine, a fare la differenza, è sempre la società.

Tornando a oggi, e al Catanzaro, ora – va detto – tifoseria e squadra non si vogliono fermare. In semifinale ci sarà lo Spezia. L’anno scorso fu una big retrocessa e ambiziosa, la Cremonese, che surclassò i calabresi nelle due sfide. Oggi invece sarà lo Spezia, nelle ultime settimane un po’ altalenante e battuto anche dai giallorossi di misura di recente. Insomma, la finale non è impossibile e ora Catanzaro sogna, sogna davvero. 

Cronaca della partita

La prima occasione è del Cesena, dopo qualche minuto, con un palo colpito da Adamo, bravo a concludere di esterno da dentro l’area. Al quarto d’ora Pigliacelli sbarra la strada a Shpendi, che però aveva spinto l’avversario. Decisamente meglio gli ospiti nella prima fase, Catanzaro troppo passivo. Con il passare del tempo, però, i padroni di casa iniziano a prendere coraggio e campo, pur senza creare pericoli. Il primo arriva nell’ultima parte di primo tempo, al 37′: Iemmello scappa via su piazzato di Petriccione e, senza guardare, conclude forte sotto la traversa: 1-0, ma è fuorigioco. Il guardialinee alza la bandierina anche se il dubbio rimane e infatti il Var controlla, confermando poi l’offside, questione di millimetri. Il primo tempo si chiude così, senza altri sussulti e con uno 0-0 più o meno giusto.

La ripresa si apre subito con un episodio decisivo, una potenziale svolta: gamba alta di Pompetti che colpisce il polpaccio di Bastoni, è rigore; non subito, però, perché all’arbitro serve il Var per convalidarlo. Dal dischetto si presenta Shpendi, che si fa ipnotizzare dallo specialista Pigliacelli, il quale interviene sul penalty e sulla ribattuta. Il portiere tiene in partita i suoi e sventa quello che sarebbe potuto essere un episodio decisivo. Episodio, tuttavia, decisivo comunque, perché “ammazza” il Cesena e sveglia (finalmente) il Catanzaro, il quale ci mette qualche minuto per trovare l’1-0. Marcatore? Non c’è bisogno di dirlo: Pietro Iemmello. Cross dalla sinistra, il capitano mette dentro di testa in tuffo, nonostante una vistosa trattenuta. Dall’incubo al vantaggio, cambia tutto in pochi minuti. Segnato il gol, il finale è in gestione: il Catanzaro si chiude e rischia pochissimo, il Cesena perde speranza e verve. Finisce così.