Oggi, mercoledì 30 aprile, si è tenuto il Consiglio Federale, al termine del quale il presidente Gabriele Gravina ha snocciolato i temi. Tra i più importanti, quello legato alla Serie C, ancora sulla lente di ingrandimento per l’ennesima annata assurda, fatta di problemi economici e società escluse addirittura a campionato in corso. Una problematica grave, se si pensa che prima i club fallivano in estate, mentre ora terminano ancora prima la propria corsa, come accaduto a Turris e Taranto nel girone C. Sempre nel girone C, poi, da non escludere situazioni come quelle di Messina e Foggia, ma anche di Lucchese e Triestina negli altri gironi.
Per evitare altri “scherzetti”, o perlomeno per provare ad evitarli – perché non è la soluzione a tutti i mali – la FIGC ha innalzato alcuni paletti per quanto riguarda l’iscrizione, anticipando la scadenza al 6 giugno e raddoppiando la fidejussione, legata anche al rispetto dell’indice di liquidità. Pure di questo ha parlato Gravina in conferenza stampa. “Il passaggio di proprietà in Serie C non sarà più permesso senza adeguate garanzie. Sarà obbligatorio saldare tutti i debiti esistenti fino a quella data e fornire fideiussioni a copertura del residuo fino alla fine del campionato. Particolare attenzione sarà riservata al rispetto dell’equilibrio competitivo: qualora l’indice di liquidità non raggiunga lo 0,8, la fideiussione in Serie C passerà da 350 mila a 700 mila euro”.
Un messaggio, dunque, anche per l’ACR Messina, che al di là dei risultati di campo dovrà provare a lavorare per trovare uno sbocco societario. Che però sia serio e affidabile, a prescindere dalle garanzie chieste da Gravina. Nelle ultime ore, a tal proposito, si sono registrate delle novità.



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