Quello appena trascorso è stato l’ennesimo caldo e intenso weekend di calcio per Calabria e Sicilia, con le diverse piazze impegnate tra Serie B e Serie C. Attenzione maggiore, però, in questo fine settimana, per via di due storici derby che hanno di certo condizionato gli umori delle tifoserie e anche – probabilmente – il proseguo dei campionati, che volgono al termine. E così da una parte ci sono le varie Catanzaro, Crotone e Catania, felici per i risultati raggiunti e anche per una classifica interessante in questo rush finale; dall’altra ci sono Palermo e Trapani in difficoltà, ma soprattutto Cosenza e Messina in una situazione che disperata è dir poco.
La situazione in Serie B: il Catanzaro vola, malissimo Palermo e Cosenza
Partiamo dal match più importante della giornata, il derby di Calabria tra Catanzaro e Cosenza. Sogni, entusiasmo e sfottò per i ragazzi di Caserta, che continuano a tallonare il 4° posto e a sognare un playoff da posizione favorevole. La gara di ieri ha suggellato il predominio di bomber Iemmello e la grande reazione alla sconfitta di Cremona. La squadra giallorossa, al netto del blackout dello “Zini”, ha mostrato la solita compattezza difensiva e il cinismo delle grandi squadre, con la consapevolezza ormai acquisita di essere più forte e anche più matura della scorsa stagione, nonostante la rivoluzione. Considerando il solo girone di ritorno, il Catanzaro sarebbe secondo, dietro solo alla macchina da guerra Sassuolo.
Dai sogni giallorossi agli incubi da Lupi. Il Cosenza ha subito probabilmente la peggiore umiliazione dell’era Guarascio. Anche perché è questo – senza timore di smentita – il periodo più brutto del proprietario di Ecologia Oggi. L’aria è irrespirabile e la sua società di rifiuti non c’entra. Contestazioni, polemiche, attacchi, veleni, sfoghi. Squadra contestata ieri al rientro in città, Sindaco Caruso su tutte le furie e club a “parare” le critiche con un comunicato che aggiorna anche sulla cessione. In campo, invece, la situazione è comunque disperata. Ora c’è la sosta, poi mancano 8 gare alla fine. Il Cosenza è a -6 dai playout e a -7 dalla salvezza diretta. La stagione non è ancora compromessa, ma col passare delle giornate si fa sempre più difficile.
La terza squadra di Serie B da attenzionare è il Palermo, che vive il periodo più difficile della stagione. Tanti gli investimenti, per la terza stagione di fila, ma i risultati tardano ad arrivare. Quest’anno, un tecnico importante, fresco, giovane, innovativo e con esperienza in Serie A. Senza dimenticare, a gennaio, l’arrivo di due big come Audero e Pohjanpalo, che sono andati ad aggiungersi a quella che già era una corazzata. Eppure, per i rosanero, soliti e vecchi problemi: gioco a fasi alterne, tanti gol subiti, incredibili blackout. Come quello di venerdì sera: 2-0 al 70′, poi la Cremonese la ribalta nel finale per l’incredibile 2-3. Oggi il Palermo è 9°, fuori dai playoff. E Dionisi rischia: la sua panchina traballa.
La situazione in Serie C: il Crotone all’assalto del 3° posto, il Messina…
Scendiamo di una categoria. In Serie C la copertina se la prende il Crotone, che ha battuto la capolista Audace Cerignola. Copertina di giornata, sì, ma copertina in generale di questi ultimi mesi. Momento di forma eccezionale per la squadra di Longo, che è quarta, a -3 dal Monopoli, squadra che fino a fine stagione potrebbe agganciare e superare, giocandosi i playoff dal 3°, in posizione assolutamente invitante.
Quattro punti più giù, e tre posizioni dietro, c’è il Catania di Mimmo Toscano, che dopo momenti difficili pare aver trovato un discreto equilibrio nelle ultime settimane. Vittoria nel derby a Messina ieri e secondo successo di fila, che vale il 6° posto, a -2 dal Benevento 5°. Probabilmente, non il massimo obiettivo possibile, considerando gli investimenti di Pelligra e le aspettative di una piazza che vuole non la B, ma la A, però in vista del rush finale la squadra etnea sta provando a regalarsi la migliore posizione possibile.
Chi rischia di finire fuori dai giochi spareggio, invece, è il Trapani, che ieri ha perso in casa contro il Giugliano collezionando il quarto stop di fila. Ad oggi i granata sono al 13° posto, a -3 dalla Juve Next Gen, 10ª. Non rispettati gli obiettivi prefissati dal sempre esigente e ambizioso Presidente Antonini, ma sulla classifica ha influito anche il caos del girone, con le esclusioni di Taranto e Turris. Squadra siciliana tra le più penalizzate, con due gare in meno sulla stessa Juve e con una in meno di tante altre. Non sappiamo se la squadra abbia mollato, ma di certo è ancora in corsa per i playoff. Tutto sommato, considerando che era il primo anno dopo il ritorno in C, non è tutto da buttare. Da ricordare che è stata sfiorata anche la finale di Coppa Italia Serie C, che avrebbe garantito una migliore posizione nel tabellone playoff in caso di vittoria.
L’ultima riflessione la regala l’ultima squadra, che è anche l’ultima in classifica: il Messina. Inutile stare a ribadire in che stato si trova il club dello Stretto. Dal punto di vista societario, nel caos più totale. Sul campo, peggio ancora. Ieri l’ennesima sconfitta nel derby contro il Catania, aggravata dalla vittoria della Casertana. Finisse oggi il campionato, il Messina sarebbe retrocesso direttamente in Serie D, alla luce dei 9 punti di distacco dai campani. Il regolamento, infatti, parla chiaro: con più di 8 punti tra le due squadre in lizza per lo spareggio, il playout non si disputa. Di giornate ne mancano 6 e già la prossima potrebbe arrivare la matematica sull’impossibilità di salvarsi direttamente, ipotesi tuttavia mai presa in considerazione. Il problema grave, però, resta la scadenza del 16 aprile. Se verrà bucata, saranno dolori, a prescindere dai risultati della Casertana.
