In simbiosi. Due giovanotti, sbarbatelli, che volavano dentro il campo e anche fuori, ben riconoscibili per via del colore particolare della loro auto. Uno accanto all’altro in mezzo al rettangolo verde e poi tra le vie della città, tra un aperitivo, una passeggiata e una pizza. Stiamo parlando di Roberto Baronio e Andrea Pirlo. Il primo è stato tra gli ospiti, in video-collegamento, dell’incontro sulla storia della Reggina al Cineteatro Odeon e ha svelato un aneddoto riguardo all’arrivo del compagno in amaranto.
“Ricordo quando parlai con Colomba: ‘perché non prendiamo Pirlo? All’Inter non sta giocando’. E il mister rispose: ‘ma che ti metti a fare pure il procuratore ora?’. Poi parlai col Presidente, si misero in moto per trattare e lo portarono alla Reggina. Noi vivevamo assieme, avevamo la stessa auto, perché era uscito un nuovo modello e la società aveva dato diverse macchine a noi calciatori, tutte dello stesso colore. La nostra, però, era l’unica diversa, era color oro ed era l’unica in città, che poi restò a Mimmo Tavella. Quindi ci riconoscevano tutti, quando eravamo in giro in città, ci seguivano coi motorini in città per incitarci”.
“Quell’anno – ha aggiunto Baronio – è stato il migliore per me, mi ha dato lo slancio. Ringrazio Colomba, che sento ancora oggi, vado a trovare la sua famiglia, ma anche il Presidente Foti, un Presidente diverso. Quella è stata una salvezza magica, la porto ancora nel cuore. Non sono rimasto più di un anno, ma mi sono portato una vostra concittadina, sposando una reggina”.


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