Risanamento Messina, Scurria risponde a De Luca: “basta con le supercazzole”

Risanamento Messina, Scurria risponde a De Luca: "dire che la colpa della revoca deve attribuirsi ad un'improbabile regolamento di conti politici dentro il partito di Forza Italia è una bella supercazzola"

“De Luca confonde la causa con l’effetto. Posso capire, si fa per dire, che Basile dopo aver tirato la pietra abbia provato a nascondere la mano ma tu, caro De Luca, di solito sei abituato a metterci la faccia“, è quanto afferma l’ex subcommissario al Risanamento di Messina, Marcello Scurria. “Ieri, invece, dopo che si era consumato il “delitto perfetto”, hai rilasciato un’intervista per tentare di scaricare su altri la colpa della mia revoca. Come si diceva ai miei tempi l’hai buttata in politica e alla fine in caciara. Capisco che la spontanea indignazione di tanti Cittadini (se lo chiede ancora tutta la Città) contro un attacco alla mia persona, studiato a tavolino, ti abbia preoccupato. Capisco, ma fino ad un certo punto, che i risultati apprezzati dai Messinesi, soprattutto nell’ultimo anno, potessero dare fastidio. Ma dire che la colpa della revoca deve attribuirsi ad un’improbabile regolamento di conti politici dentro il partito di forza Italia è una bella supercazzola”, sottolinea Scurria.

“La responsabilità di quello che è accaduto è sotto gli occhi di tutti”

“La causa, l’origine di ogni cosa è l’accusa pretestuosa e strumentale oltre che grave di Basile che tu derubrichi un “fatto amministrativo”. Il 10 gennaio durante un’intervista rilasciata a Malalingua, mostrando di sapere, hai parlato di “supplemento di istruttoria” e ora dici che ti sei stancato dì essere tirato in ballo? Ma chi ti ha mai tirato in ballo? Se ti sei stancato, riposati e lasciami in pace. La responsabilità di quello che è accaduto, al di là delle scelte successive di Schifani, è sotto gli occhi di tutti. Il misfatto si è consumato ed è inutile provare a cambiare la realtà. Per il resto (avvertimenti compresi) leggo i commenti dei Cittadini sui social. Nulla da aggiungere“, conclude Scurria.