Il dossier di Reggio Capitale della Cultura e la “macchia” dei finanziamenti non inseriti: “non ci hanno creduto tutti…” | INTERVISTA

Marisa Cagliostro, presidente della Consulta per le politiche sociali e culturali del Comune di Reggio Calabria, ha parlato dopo l'audizione di oggi

La professoressa Marisa Cagliostro, presidente della Consulta per le politiche sociali e culturali del Comune di Reggio Calabria, è intervenuta ai microfoni di StrettoWeb dopo l’audizione a Roma per presentare il progetto di candidatura della città a Capitale della Cultura 2027. Ha esaltato quanto di buono è stato fatto, ma è tornata anche sul discorso dei finanziamenti non inseriti nel dossier e presentati oggi. Ciò che, in realtà, ha rimarcato la commissione, e che ha portato il Sindaco Falcomatà a commettere una cattiva figura nella risposta, decisamente in difficoltà.

“La Dottoressa Nipote ha portato finalmente dei dati che potevamo inserire  prima se ci avessimo creduto. Io ci ho creduto, ma non c’è stato il lavoro degli uffici giusti per portare quei dati nel dossier. C’è stato poco tempo, ma anche – dall’Università – la mancanza di capire cosa si stava andando a fare. Forse la consapevolezza è arrivata dopo la prima selezione, quella che ha portato Reggio alle prime dieci finaliste. Alcuni non ci hanno creduto dall’inizio, quando si doveva fare il lavoro del dossier, fatto con grande fatica dallo staff del Sindaco. Io ero al primo tavolo perché ci ho creduto e ho spinto affinché la città si presentasse”, ha ammesso la prof. Cagliostro. Dunque, secondo lei, non tutti ci hanno creduto dall’inizio, ma forse solo dopo il raggiungimento della finale.

Quei dati non inseriti nel dossier nessuno ce li ha dati. Chi li doveva dare? Gli uffici. E’ stata una domanda cattivella, ma il Sindaco ha saputo rispondere. Ormai, l’audizione ha registrato queste risposte, quindi non possono non tenerne conto, anche se non sono dentro il dossier”, ha aggiunto.

Tra i lati positivi, Cagliostro ha esaltato la sinergia tra enti e l’assaggio di Filippo Cogliandro“Filippo Cogliandro è stata una presenza importante. Il suo sorbetto al Bergamotto ha sorpreso la commissione, perché nessun altro ha fatto un gesto del genere. Io temevo, sono stata in ansia, perché i tempi sono quelli. Strategico è stato il filmato breve ed efficace, ma anche aver presentato un brano composto di proposito dall’Orchestra Cilea. Noi siamo stati al di sopra del primo posto, ma ci contavo perché sapevo l’impegno che è stato messo. La realtà ha superato l’immaginazione e di questo sono soddisfatta. L’esito non lo so, ma per la prima volta la raccolta ha raccolto attorno ad un tavolo tante istituzioni che non si erano mai viste insieme. Questa modalità, questa sinergia, non deve essere abbandonata né da questa amministrazione né dalla prossima”.