All’interno del quadrilatero di Piazza Italia la professione giornalistica è spesso messa a dura prova. Dalla volontà dell’Amministrazione di mettere il bavaglio alla stampa blindando il consiglio comunale alle ‘stranezze’ del concorso per scegliere due addetti stampa del Comune tenutosi nei mesi scorsi, sono diverse le anomalie nel settore giornalistico dell’Amministrazione.
L’ultima delle quali riguarda un bando pubblicato sull’Albo Pretorio che decreta la riapertura della short list per gli addetti stampa della città Metropolitana. Ma come? Non si attinge alla lista dell’anno scorso? E che stranezza, proprio in coincidenza con la scadenza dei contratti di due collaboratori dell’ufficio stampa scelti da Falcomatà in via fiduciaria. Dinamiche che ricordano vagamente le improvvise dimissioni di Stefano Perri, poi altrettanto improvvisamente assunto alla Città Metropolitana il giorno dopo.
Ma se questo aggiunge solo un po’ di pepe alla vicenda, la vera assurdità è un’altra. Nel bando viene fatto riferimento a 24 mesi di assunzione. Ovvero 2 anni. Ma il periodo lavorativo non dovrebbe concludersi insieme all’uscita di scena del sindaco Falcomatà? La consiliatura attuale durerà, al più, un anno. Dunque, perchè 24 mesi e non 12? Il nuovo sindaco, magari di colore politico differente, con un’idea o uno stile comunicativo totalmente opposto, dovrà tenersi due addetti stampa scelti da Falcomatà per circa un anno o aprire un contenzioso legale spendendo soldi del Comune.
Una svista? La speranza (o la disperazione) che Falcomatà possa restare in carica un anno in più? Il tentativo di assicurare 12 mesi di lavoro extra a due figure professionali del settore anche dopo il suo addio? Anomalie e stranezze…


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