Pietro Sciotto ha tante responsabilità, tantissime, sugli anni di gestione dell’ACR Messina e anche relativamente alla situazione attuale. Eppure, oggi, rappresenta il male minore per la società, che nelle mani di AAD Invest andrebbe a sbattere dritta dritta contro il fallimento. Per questo, e nonostante quelle parole dello scorso settembre che oggi risultano assurde, la politica si sta muovendo per chiederne il ritorno. Sciotto, com’è noto, può riprendere in mano le quote societarie, esercitando la clausola del contratto in quanto Cissé non ha provveduto al pagamento della prima delle due tranche. Però, l’ex patron non si è visto né sentito; non ha neanche presenziato all’incontro convocato da Basile.
Così, dopo l’invito del consigliere Dario Carbone, arriva anche l’appello del deputato messinese Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento. “Il calcio professionistico non può sparire da Messina. Le istituzioni – amministrazione comunale in testa – si muovano a tutti i livelli per salvare l’Acr. Pietro Sciotto e la sua famiglia devono assumere decisioni responsabili – esercitando la clausola rescissoria, riprendendo la totalità delle quote della società, per poi esplorare nuove soluzioni – per il bene della città, dello sport e della collettività”, afferma.
“L’Acr Messina non è soltanto una società calcistica, è parte integrante di una storia, di un’identità territoriale, di una comunità. Non si possono cancellare anni di successi, di sconfitte, di sorrisi, di pianti, e di emozioni. Ciascuno di noi scenda in campo per salvare il Messina e per superare definitivamente questo delicato periodo”, aggiunge.


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