ACR Messina, così non va: la politica si muova seriamente, non chiedendo l’elemosina alla città

L'incontro di questa mattina tra politica e ACR Messina (o quel che resta) non ha portato a nulla: il Sindaco si muova davvero, senza inutili appelli

La montagna ha partorito un topolino. Non è emerso alcunché dall’incontro tra la politica e l’ACR Messina, anzi quel che resta dell’ACR Messina. E’ stato lanciato un appello, dite? E quindi? Che cosa se ne fa, la città, la piazza, la tifoseria? Che cosa risolve rispetto al nebuloso futuro del club? La politica messinese continua a fare buchi nell’acqua in riferimento alle sorti e alle mosse legate al società di calcio più importante del territorio.

Per anni il Sindaco Basile ha “accompagnato” in maniera debole Sciotto, che ha “gestito il suo giocattolino” in assoluta libertà, raccogliendo figuracce e umiliazioni tra Serie C e Serie D. Silenzio, atteggiamento lontano, disinteressato e passivo. Risultati (non sul campo)? Quelli di oggi, con lo stesso Sciotto libero di svendere (e neanche, dal momento che AAD non ha versato la prima tranche) al primo avventuriero di turno. E la politica? Sempre uguale.

Basile è intervenuto con ampio ritardo, sulla vicenda. Presente alla conferenza stampa di Cissé, lo ha applaudito, abbracciato e supportato, sorridente e felice come se nulla fosse, nonostante i segnali altamente negativi legati alla vicenda Deinze, a un conto vuoto, a una società praticamente sconosciuta. Poi però la politica ha deciso di svegliarsi e intervenire, ma ha fatto peggio… Ieri mattina una nota stampa “monca”, “soft”, una sorta di “supercazzola”. Poi tra ieri e questa mattina un doppio incontro con il DS Roma, che così come la squadra non ha alcuna colpa, se non quella di essere caduta nel tranello di AAD.

Bene, dunque, cosa è emerso dall’incontro odierno? La politica ha semplicemente chiesto aiuto alla città, ai tifosi, agli imprenditori, lanciando un appello a raccogliere quanto più denaro possibile per salvare la stagione. E’ stato aperto un conto corrente dedicato e l’Assessore Finocchiaro ha persino pubblicato le coordinate bancarie! Una follia! Una perdita di tempo, inutile e dannosa, sulla falsariga della raccolta fondi già lanciata dall’addetto stampa Davide Gambale. Un’ulteriore richiesta di aiuto e denaro a una città già povera economicamente, ora anche delusa e incazzata per le sorti dell’ACR.

Cosa dovrebbe fare (davvero) la politica

Il Sindaco, gli Assessori al ramo, la politica locale, dovrebbero muoversi seriamente e concretamente per salvare la società e regalarle un futuro roseo. Dovrebbero coinvolgere, cercare, attrarre, costruire rapporti, vigilare. Lo abbiamo già scritto più volte, anche parlando dell’altra sponda dello Stretto, Reggio Calabria con la sua Reggina. I tantissimi investimenti che finalmente un Governo ha deciso di destinare all’estremo sud, tra cui soprattutto la realizzazione prossima del Ponte sullo Stretto, dovrebbero far sobbalzare dalla sedia i rappresentanti locali, con l’obiettivo di provare a contattare e stimolare i grandi colossi presenti dietro l’opera. E invece no, c’è hi la osteggia e chi si augura che non venga realizzata. Follia! (parte 2).

Tornando al Messina, a nulla serve raccogliere l’appello della città, all’unione e alla consapevolezza. Non è la Caritas, non è la Chiesa Cattolica. Il calcio di oggi richiede imprenditori seri, facoltosi e capaci. Che una città di Messina, per storia e bacino d’utenza, deve pretendere, così come accaduto per Catania e Palermo, ma anche per Trapani, molto più piccola. Cosa si pensa di risolvere raccogliendo qualche spicciolo a destra e a manca dalla città? Elemosina che non servirà a nulla se non ad aumentare un’agonia che nessuno si augura. Serviva già muoversi per tempo, da molto prima, ma visti i ritardi serve farlo da ora, da subito, per trovare soluzioni efficaci e immediate.