A Messina la situazione sta degenerando, anzi è praticamente fuori controllo. Tutto ci aspettavamo, infatti, tranne che si andasse oltre a quello che è il rispetto dei diritti fondamentali sulla libertà di stampa e pensiero. Insomma, roba che la Russia di Putin in confronto sia considerata una democrazia ultra liberale. Cosa sta succedendo? Che una figura interna alla società, la quale ha fatto da collante per il passaggio di proprietà da Sciotto all’AAD Invest Group, ha provato a intimorire un aspirante giornalista sportivo di Messina, per via di alcuni articoli.
Una situazione che va avanti da mesi, sfociata con un post delle scorse ore, pubblicato su una pagina Facebook in quanto prima rifiutato da alcune testate. L’autore del post ha spiegato che senso ha aver fatto partire una raccolta fondi da parte dei due soggetti promotori della nuova proprietà (Gambale e La Fauci, ma quest’ultimo ieri si è tirato fuori dalla vicenda e aspetta compensi dall’AAD) e che senso ha la pubblicazione di un post sulla pagina ufficiale Facebook – quello del tifoso messinese ad Affari Tuoi che invita tutti allo stadio – in un momento così delicato.
Queste domande hanno scatenato l’ira verso il giovane firmatario dell’articolo, prima censurato – dopo aver proposto il testo alle testate – e poi minacciato in seguito allo stesso, da parte della figura interna alla società, addirittura attraverso il coinvolgimento dei familiari. Una situazione provocata dalla illusione e dalla delusione di chi credeva che con i nuovi proprietari le cose potessero cambiare, ma che invece è rimasto fregato, come tutti. Una situazione che mostra il clima di tensione, la brutta aria che si respira intorno alla Messina calcistica.
La squadra è rimasta sola, come qualche settimana fa…
Intanto la squadra è rimasta sola. Un’immagine già vista solo qualche settimana fa. Calciatori, allenatore, DS. Poi il vuoto. C’è chi si è già defilato, e lo ha fatto pubblicamente, ma anche chi non si vede dalla città nelle ultime ore. Chi ha fatto da collante finora, il Presidente Alaimo, non si vede né sente più, non risponde a nessuno. Ieri la sua conferenza stampa è saltata per via di un attacco febbrile: è la scusa ufficiale dietro motivazioni ben diverse, ovvero la volontà di nascondersi.
Perché ora, chi aveva parlato fino a qualche giorno fa, non ha intenzione di farsi vedere. Roma si sente preso in giro, la squadra è arrabbiata, così come una tifoseria illusa e delusa, mentre chi dovrebbe parlare realmente non lo fa. Il Sindaco è intervenuto ma in ritardo e in maniera troppo morbida, i vertici invece non si fanno sentire.
La realtà è quella che su StrettoWeb raccontiamo da mesi. Sarebbe bastata la vicenda Deinze, in Belgio, per capirlo, e ora sullo Stretto sta accadendo esattamente lo stesso. Copione identico. Prima scadenza bucata, prossima penalizzazione, società avviata al fallimento. Anche perché Sciotto pare non abbia nessuna intenzione di tornare, nonostante lo possa fare in quanto l’AAD Invest non ha pagato la prima delle due tranche della cessione (1 milione e 250 mila euro).


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