La recente polemica sulla Qualità della vita a Reggio Calabria, risultata ultima nella classifica stilata dal Sole 24 Ore, posizione respinta fermamente dall’Amministrazione Comunale reggina, è solo la punta dell’iceberg di una situazione socio-politica dai contorni che vanno ben oltre lo Stretto. Classifiche, indicatori e parametri sembrano non andare giù a diversi amministratori, sindaci e politici di tutto il mondo.
Ha fatto particolarmente scalpore il caso di tal Joseph Falk Ohm-Atah, primo cittadino di una piccola città del Sudan relegata all’ultimo posto della classifica internazionale per Qualità della vita stilata da uno dei principali enti del settore. Parametri quali sicurezza, assistenza sanitaria, istruzione, integrazione culturale, servizi pubblici, infrastrutture ecc., che hanno premiato città come Zurigo, Vienna e Ginevra, sono stati fortemente criticati dal sindaco africano.
Falk Ohm-Atah e la Qualità della vita: il discorso sui parametri fasulli
Nel suo discorso a reti unificate pronunciato dal palazzo comunale che affaccia su Plaza Africa, Joseph Falk Ohm-Atah ha dichiarato: “Akhyraan walays akhraan” che nella nostra scarsa conoscenza dell’arabo dovrebbe tradursi in “Ultimi, ma non ultimi”. Un grido di orgoglio forte e chiaro quello del Primo Cittadino che ha sottolineato come la sua città non abbia nulla da invidiare alle principali realtà Occidentali che sono solamente più sponsorizzate e attenzionate dalla politica sovranazionale.
Nessun giornalista era presente durante il pronunciamento del discorso poiché, al fine di favorire una comunicazione più snella ed efficace, è stato recentemente modificato il regolamento legato alla presenza dei media nel palazzo comunale: i giornalisti uomini devono attendere fuori; le “alsayidat”, le signore (o per dirla all’Occidentale, le giornaliste donne), solo quando “convocate”, sono invece pregate di arrivare puntuali e non fare casino mentre l’informazione viene veicolata, postuma, dal nuovo ufficio stampa guidato dall’auto-soprannominatosi “Mahmauh”, figura ibrida fra tribalismo musicale e stampa. Altre culture, non giudichiamo.
“Ma abbiamo il mare e il sole, qui si vive bene”, afferma il sindaco rispondendo alle critiche. “L’acqua è marrone? Però c’è!”, ha incalzato ancora sottolineando che in certe città del Sud Italia, tanto sognato dagli emigranti che affrontano i cosiddetti “viaggi della speranza”, passata una certa ora, l’acqua scarseggia del tutto! E che saranno mai buche, spazzatura e topi, problemi comuni a qualsiasi città evidenziati solo dai detrattori.
Nel ricordare tutti gli sforzi della sua amministrazione, in passato minata da scandali di vario genere, seppur capace di resistere e continuare ormai con ripetute rielezioni (ribattezzate “tempi” nel linguaggio locale) e un improbabile rinvio delle prossime votazioni, il sindaco Joseph Falk Ohm-Atah ha voluto specificare quanto la sua politica sia vicina agli ultimi e alle minoranze: ai cristiani, per fare un esempio, il 5% della popolazione cittadina, ha concesso di realizzare alberi di Natale di plastica prendendo spunto dalle usanze di importanti città europee all’avanguardia che non si fanno di certo abbattere da dei semplici indicatori.
Un discorso che non è passato sicuramente inosservato e che probabilmente è arrivato alle orecchie dei sindaci di Zurigo, Vienna e Ginevra che staranno pensando di rivedere alcune delle loro politiche, nonché di “Mercer” e altri istituti deputati nell’analisi degli indicatori sulla “Qualità della vita” evidentemente “mubdie”, ovvero “creativi”, come li ha definiti nell’invettiva finale il sindaco. Come andrà a finire? Non lo sappiamo, ma una cosa è certa: ogni Falk Ohm-Atah riconosce solo i propri parametri.


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