Con un’email ufficiale inviata all’indirizzo di posta della società editrice di StrettoWeb, l’avvocato Giuseppe Trunfio, in qualità di legale difensore del pirata della strada che la scorsa notte sul Lungomare di Reggio Calabria ha investito una ragazza che attraversava la strada sulle strisce pedonali provocandole fratture multiple, ha rilasciato dichiarazioni che appaiono surreali considerando “termini infelici” quelli utilizzati dai nostri precedenti articoli che raccontavano i fatti, ed evidenziando “l’ingiusto clamore mediatico della vicenda“, aggiungendo inoltre che il suo assistito “non è un pirata della strada“.
Di seguito riportiamo integralmente il testo dell’email inviata dall’avvocato difensore del 24enne neopatentato alla guida della Kawasaki Ninja verde che a velocità folle percorreva il Lungomare travolgendo la ragazza:
“Scrivo nell’interesse del mio assistito per precisare, in relazione agli accadimenti che hanno visto lo stesso quale sfortunato protagonista dello spiacevole incidente stradale avvenuto sul Lungomare di Reggio Calabria la scorsa notte che ha coinvolto una giovane ragazza, che, per come è emerso in sede di sommarie informazioni rese alla Autorità procedente, lo stesso, nell’occorso, non si è dato alla fuga e di certo non ha omesso di prestare soccorso alla danneggiata. Il proprio assistito, infatti, dispiaciuto profondamente per l’accaduto, dovuto solo ad un fatto involontario ed occasionale, non si è minimamente reso conto di aver urtato (o meglio strisciato) nel mentre era alla guida del motociclo Kawasaki la ragazza. Appena sveglio ed appena venuto a conoscenza dei fatti – visti gli orari ed il tipo di motociclo – si è recato immediatamente al Comando di Polizia Municipale di questa cittàspiegando l’accaduto e mettendosi a disposizione dell’Autorità procedente e di certo, al momento, non era un fuggitivo (non vi era in atto una misura cautelare a suo carico) né era braccato da alcuno, termine infelice utilizzato, invece, nel Vs. articolo che va ad indicare (l’azione di chi persegue la selvaggina con cani per levarla e spingerla in direzione dei cacciatori, cfr: vocabolario Treccani). Ancora il proprio assistito – grandemente provato esso stesso dagli eventi nonché dall’ingiusto clamore mediatico della vicenda – non era e non è un pirata della strada non avendo avuto contezza dell’incidente se non la mattina successiva alle ore 12,00 quando si è subito assunto le sue eventuali responsabilità. Sperando nella pronta e piena guarigione della danneggiata e certi di aver chiarito la posizione del proprio assistito lasciamo che le indagini facciano il loro corso senza introdurre in questa vicenda speculazioni di sorta che appaiono inadeguate al caso di specie. Con cordialità avv. Giuseppe Trunfio“.
Senza voler aggiungere ulteriori dettagli e particolari, né tantomeno entrare nel merito di una vicenda su cui si esprimeranno i magistrati nel processo, ci limitiamo a segnalare il fatto che persino l’altro motociclista, che sfrecciava contestualmente a folle velocità ma non ha colpito la ragazza, si è accorto della presenza del pedone al punto che ha sterzato qualche istante prima riuscendo ad evitarla; appare quindi davvero surreale che l’investitore possa non essersene accorto, a maggior ragione a quella velocità, considerando addirittura “una strisciata” il colpo ricevuto dalla 23enne che – ricordiamo – è stata trasportata d’urgenza al GOM dov’è ricoverata con il bacino e la tibia rotte.
Ma l’aspetto più deprimente di questa nota dell’avvocato è la considerazione nei confronti della stampa, che avrebbe esagerato nel dare la notizia. Come se una moto che sfreccia a velocità folle sul Lungomare e travolge una ragazza fosse qualcosa di normale o banale da minimizzare a tal punto. La circostanza che si tratti di un “pirata della strada” è giustificata di per sé dalla folle velocità con cui il motociclista percorreva il Lungomare; con l’aggravante di non essersi fermato a prestare i soccorsi. Che si trattasse di un fuggitivo è appurato dalla legge che prevede l’obbligo di fermarsi a prestare soccorso in caso di incidente. E che fosse braccato dalle forze dell’ordine è quanto direttamente appurato dalle stesse.
Sulla circostanza che davvero possa non essersi accorto di aver colpito la ragazza, senza bisogno di aggiungere altro e appunto senza voler entrare nel merito, abbiamo già diffuso le immagini dell’incidente che parlano da sé e su cui ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni, ovviamente prendendo atto della linea difensiva del legale:


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?