Ponte sullo Stretto, Ciucci al G7: “i No si pentiranno, è matematico. Faremo anche i desalinizzatori” | INTERVISTA

Ponte sullo Stretto, l'ad della Società Stretto di Messina parla ai microfoni di StrettoWeb a 360°: dai "pentiti infrastrutturali" agli impianti di desalinizzazione, tutte le dichiarazioni

Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società Stretto di Messina, ieri ha presentato il progetto definitivo aggiornato del Ponte sullo Stretto al G7 del Commercio in corso a Reggio Calabria e poi con enorme disponibilità si è concesso ai giornalisti rispondendo a tutte le nostre domande e svelando tutti i dettagli sull’iter progettuale, sugli espropri e sui prossimi step per la realizzazione dell’opera.

Che feedback ha avuto dopo la presentazione del progetto definitivo al G7 di Reggio Calabria?

Abbiamo avuto l’occasione, grazie al vice premier Tajani, di presentare il nostro progetto ai ministri del G7 e ad altri importanti ospiti, e abbiamo registrato un interesse sensibile: io avevo vicino a me il ministro giapponese, abbiamo a lungo parlato del coinvolgimento delle loro aziende, davanti a questa platea internazionale ho ricordato che il Ponte è fatto dagli italiani ma il know-how viene da USA, Giappone, Danimarca, Spagna, Francia, con tutte imprese principali di questi Paesi che parteciperanno alla realizzazione dell’opera. Il Ponte non era un intruso in questo consesso: non lo abbiamo presentato qui solo perchè si fa sullo Stretto di Messina, quindi di fronte l’Altafiumara, ma perchè il Ponte è un simbolo fondamentale del commercio, unisce territori e soprattutto questo Ponte unisce conoscenze e professionalità internazionali. Lo dimostra la sua storia progettuale, penso a William Brown, il progettista che per primo ha intuito il modo per consentire di fare l’opera senza piloni a mare, superare il chilometro di campata unica, fare una campata di tre chilometri: lui è l’inventore del Messina Style Bridge che poi è stato affinato, migliorato e sviluppato e oggi viene utilizzato in tutto il mondo, ma l’idea di dividere l’impalcato in tre parti per avere una maggiore resistenza al vento, il famoso profilo alare, è sua. E quest’opera è un prodigio dell’ingegneria internazionale, che suscita già adesso che non c’è, enormi interessi in tutto il mondo“.

Ponte sullo Stretto, Pietro Ciucci sui feedback del G7 dopo la presentazione del progetto definitivo

Qual è lo stato di avanzamento dell’iter amministrativo e burocratico per l’avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto?

Stiamo rispettando tutti gli impegni e il programma delineato dal Governo: in questo momento sono in corso tutte le attività sul territorio per dare le risposte alle 239 richieste di integrazioni presentate dal Ministero dell’Ambiente che, ci tengo ribadirlo, non sono giudizi o prescrizioni ma sono semplici richieste di integrazioni, chiarimenti e dettagli sull’aggiornamento del progetto definitivo. In alcuni casi queste integrazioni hanno richiesto lo svolgimento di ulteriori studi che stiamo facendo proprio in queste settimane: tra questi c’è il monitoraggio dei cetacei e degli uccelli dello Stretto e approfondimenti sul rischio tsunami, tutte ricerche più o meno impegnative che stiamo sviluppando. Molte di quelle 239 risposte sono già pronte oggi, ma per procedura dobbiamo presentarle tutte insieme, entro il 12 settembre, quando scade la proroga che abbiamo chiesto, e quindi le consegneremo tutte insieme. La proroga richiesta si è rivelata opportuna almeno sotto due aspetti: ci consente in questi 120 giorni di sviluppare in maniere più ricca tutte le risposte, perchè si poteva rispondere in modo più o meno approfondito, e noi lo faremo nel modo più approfondito possibile. Inoltre è in corso una complessa procedura di nomina dei nuovi commissari della commissione VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente, che è scaduta a maggio, quindi stiamo utilizzando questo tempo in cui in ogni caso non sarebbe stato possibile ottenere l’ok e sarebbe rimasto tutto fermo. Così stiamo approfittando di questa situazione per arricchire le risposte da dare alla nuova commissione“.

Ponte sullo Stretto, Ciucci illustra i prossimi step dell'iter burocratico e amministrativo

In cosa consistono queste ricerche?

Stiamo utilizzando nuovi e moderni radar per conoscere meglio le migrazioni dei volatili: adesso sappiamo anche quali specie transitano sullo Stretto e a che altezze volano. Anche lo studio sui cetacei in transito nello Stretto non è un’attività scientifica così frequente: i nostri studi, che nascono dall’esigenza di realizzare il Ponte sullo Stretto, hanno enormi ricadute scientifiche su quest’area anche in settori che esulano dal Ponte in sè in quanto non sono studi che si sarebbero realizzati senza la progettazione del Ponte. Ci occupiamo di un’area molto vasta intorno allo Stretto di Messina ed è un’azione scientifica che porta grandi benefici di conoscenza. In tal senso stiamo sottoscrivendo anche un accordo con l’INGV per nuovi punti di osservazione sismica, e con l’Aeronautica Militare tramite il Ministero della Difesa per ulteriori studi sul vento dello Stretto. Stiamo svolgendo attività che avranno ricadute positive non solo sul Ponte ma su tutto il territorio“.

Gli oppositori del Ponte sullo Stretto alimentano le tesi più disparate: dicono che non c’è il progetto, che non ci sono i soldi, che non passano le navi, che moriranno i delfini e si schianteranno le cicogne…

Potrebbe sembrare strano, ma le critiche al Ponte sono benvenute. Il problema è un altro: nessuno fa critiche costruttive, fino ad oggi non abbiamo avuto riflessioni che ci portassero a migliorare il progetto, soluzioni per fare meglio e fare più veloce. Tutto si riduce alla stucchevole lotta per non fare il Ponte: qualcosa che è superato. Noi come Società abbiamo ricevuto un mandato di realizzazione dell’opera da parte del Governo, che opera a sua volta su apposita delega dei cittadini in quanto è un governo democraticamente eletto. Tutto questo sembra non avvertirsi nel dibattito contro il Ponte: dovrebbero chiederci soltanto quando lo facciamo, quanto ci costa, come lo facciamo. Dovrebbero stimolarci a fare al meglio, nel modo più veloce possibile e con i minor costi possibili, e in tal senso accoglieremmo ben volentieri tutte le critiche possibili e immaginabili che possano arricchire il progetto. Ma non si può continuare a dire No al Ponte, a remare contro il Ponte. Fin qui anche le osservazioni presentate nelle procedure di impatto ambientale e conferenza dei servizi da parte degli ambientalisti sono sempre osservazioni contro, osservazioni volte non a fare meglio ma esclusivamente a non fare. Ogni giorno subiamo attacchi per non fare, mentre è rarissimo che qualcuno ci dica come fare meglio“.

Come si spiega l’universo del No Ponte?

C’è chi è contrario al Ponte anche per interesse individuale, poi c’è chi dal punto di vista scientifico o pseudo scientifico pensa di poter criticare il lavoro fatto da centinaia di specialisti di grandi società a livello globale, partendo dal suo punto di vista, e non accetta una diversa argomentazione. C’è poi anche un problema di comunicazione, c’è la diffusione di notizie inesatte, false, vere e proprie fake news che nella misura in cui vengono riportate da giornali importanti con grande credibilità, assumono un rilievo e una credibilità che non meritano. Smontare una fake news è faticosissimo, è difficilissimo. Funziona così: durante un evento qualcuno si alza e dice tre parole, il Ponte crollerà. Io per dire che il Ponte non crollerà ho bisogno di cinque minuti, dieci, per dare i dati, per spiegare gli studi sul vento, sulla sismica, citando tutti i professori e tutte le società coinvolte nel progetto. Per dire tutto questo ho necessità di almeno cinque minuti, quindi l’attenzione dell’audience cala. E poi ammesso che io riesca in quest’azione di vero e proprio fact checking, il giorno dopo qualche altro si alza e dice di nuovo che il Ponte crolla. Ma come, ho appena chiarito con fatti e studi scientifici che non crollerà e ricominciamo da capo? Sta succedendo così con la bufala delle navi che non passerebbero sotto il Ponte: più la smentiamo, più ricominciano il giorno dopo. E’ una battaglia faticosa e difficilissima, l’unica possibilità che abbiamo è di andare avanti con i fatti. Abbiamo detto che facciamo una cosa e poi l’abbiamo fatta, e così dobbiamo continuare, e così continueremo“.

Ponte sullo Stretto, Ciucci sugli oppositori: "diffondono fake news con l'unico obiettivo di bloccare il progetto"

Ci sono tanti altri esempi di grandi opere contestate ma poi accettate da tutti dopo la loro realizzazione.

Lo dimostra su tutti il MOSE: adesso i No Mose stanno tutti zitti, nessuno ha chiesto scusa, nessuno dice che ha sbagliato. Li conosciamo tutti gli oppositori del MOSE, sappiamo i loro nomi e cognomi, ma nessuno ha ammesso l’errore. Anche sull’Autostrada del Sole c’erano i No: dicevano fosse inutile, esagerata, una cattedrale nel deserto, un’opera faraonica, uno spreco di denaro, le altre priorità e il solito benaltrismo che non nasce oggi. Ma anche l’alta velocità ferroviaria, il recente TAP in Puglia. E non è una cosa ininfluente: in tutti i casi, i No hanno provocato un ritardo dei tempi e quindi a un aumento dei costi, perchè ritardare i tempi significa aumentare i costi. Dopo che però l’Autostrada del Sole è stata realizzata, l’alta velocità ferroviaria è stata inaugurata, il MOSE è entrato in funzione, allora tutti si accorgono come queste opere abbiano cambiato l’Italia, l’abbiano accorciata, abbiano ridotto le distanze. Sono grandi opere che cambiano la vita quotidiana delle persone, ecco perchè io li chiamo i pentiti infrastrutturali. Chi oggi accetterebbe di vivere in un’Italia senza l’Autostrada del Sole o senza l’alta velocità ferroviaria? Chi a Venezia accetterebbe di tornare indietro e di non avere la città protetta dal MOSE? E per il Ponte sullo Stretto sarà la stessa cosa…

Sul dilagare delle fake news c’è anche una responsabilità giornalistica?

Direi sociale. Qualche anno fa, se un grande esperto di una determinata materia affermava un concetto, dava una sorta di sentenza tecnica su un argomento, l’autorevolezza riconosciuta era tale per cui nessuno – tantomeno chi non aveva questo tipo di conoscenza – si permetteva di contestarlo. Oggi invece chiunque sui social, con effetti di viralità, alimenta fake news quotidiane, che dilagano ogni giorno: in queste ore ci sono tutte quelle sull’attentato a Donald Trump, ci sono quelli che ritengono che se lo sia fatto da solo, o gli altri che invece hanno individuato un cittadino romano come l’attentatore, e questo poveretto è finito sulla stampa internazionale. A livello sociale, e anche mediatico, c’è una carenza dell’autorevolezza, che ovviamente non dipende solo dai professionisti, ma anche da chi quell’autorevolezza deve riconoscerla, quindi i cittadini, i giornalisti, la società in generale“.

Ci sono tante persone che non sono contrarie al Ponte, ma si pongono in modo scettico: sentono parlare di quest’opera da quando erano ragazzini e oggi hanno i capelli bianchi, così hanno perso ogni speranza di vederlo in piedi. Perché questa dovrebbe essere la volta buona? Quali sono le differenze rispetto al passato?

Capisco molto bene chi è deluso da quanto successo nel passato, ma il problema è stato uno solo ed è evidente. A me non piace parlare di politica, io sono un tecnico che ha sempre lavorato con tutti con grande rispetto reciproco, ho lavorato bene con Prodi così come con Berlusconi mantenendo con entrambi un rapporto di amicizia. E’ però evidente che il Ponte ha preso una coloritura politica, le contrarietà al Ponte non sono tecniche ma politiche, così è stato bloccato dalla politica prima nel 2006 e poi nel 2011, quando noi come Società Stretto di Messina avevamo già lavorato al massimo per realizzare l’opera, superando molti step che comunque oggi sono fondamentali per essere a questo punto“.

Ponte sullo Stretto, Pietro Ciucci sullo scetticismo dei cittadini: "in passato la politica ha bloccato tutti, oggi fase nuova"

Eppure qualcuno dice che questo è il Ponte di Salvini.

E torniamo alle speculazioni politiche. Questo non è il Ponte di Salvini né di questo Governo, anche se questo Governo è quello che intende fare il Ponte e io lo apprezzo molto. Questo è il Ponte degli italiani: ci sono leggi, più leggi, che hanno deciso di realizzare l’opera sin da molti decenni fa. Adesso siamo ad un punto di avanzamento mai raggiunto prima. Vedo grande determinazione politica che, insieme alla stabilità dell’attuale scenario, mi dà grande fiducia rispetto al fatto che stavolta non si torna indietro. Anche perchè la fase più delicata è questa: poi, una volta che partiamo, non ci si può più fermare. Saremo al punto di non ritorno“.

Calabria e Sicilia sono senza ombra di dubbio le due Regioni che più hanno bisogno di nuove e grandi infrastrutture.

Proprio per questo l’approccio contrario al Ponte è incomprensibile. Anzi. A maggior ragione calabresi e siciliani dovrebbero chiederci quando lo facciamo, se lo facciamo al più presto, se lo facciamo davvero, e se lo facciamo bene, e se non spendiamo troppo. Io spesso vengo in Calabria e Sicilia: è un’enorme fatica di tempi e di costi. Qui in Calabria e Sicilia siete prigionieri del trasporto aereo e di quegli algoritmi che mi hanno portato più volte a pagare 400 euro per un biglietto da Roma a Reggio Calabria, o da Roma a Catania, o da Roma a Lamezia Terme. Se ci fosse la possibilità di arrivare in un tempo ragionevole, direi in 4 ore, via treno, in moltissimi casi sceglieremmo il treno, e comunque ci sarebbe un’alternativa modale che porterebbe a calmierare anche i costi del trasporto aereo. Il Ponte consentirà tutto questo“.

L’eventualità di ricorsi per gli espropri la preoccupa sul rischio che si prolunghino i tempi?

Quello degli espropri è un problema importante, facciamo di tutto per non sottovalutarlo. Sappiamo che è – insieme all’impatto ambientale – il punto che ci impegna forse più della fattibilità tecnica dell’opera, perchè lì siamo ragionevolmente convinti senza presunzione che le imprese coinvolte nella realizzazione e che hanno già fatto ponti in tutto il mondo, sono ben capaci di realizzare anche questo Ponte, pur con tutti i record che ha ancora. Se confrontiamo la sfida della costruzione dell’Autostrada del Sole con le tecnologia di fine anni ’50 e inizio anni ’60, quella sfida lì era molto più difficile rispetto a quanto non sia oggi il Ponte. Basta andare a vedere i filmati del tempo e vedere quale era l’Italia, quale era il mondo in cui andavamo a realizzare quell’opera. Dato che io sono stato un po’ di anni in Società Autostrade, che a suo tempo era la società del gruppo IRI, ho vissuto tutta l’epopea per la realizzazione dell’opera, i viadotti altissimi per l’attraversamento dell’Appennino, o il Ponte sul fiume Po, tecniche che erano state inventate per realizzare quell’opera perchè prima non c’erano. Se guardate i camion che c’erano allora e li confrontate con i TIR di oggi potete capire tutto. Invece sugli espropri è un tema più delicato: abbiamo pubblicato le mappe, aperto gli uffici a Villa San Giovanni e Messina, per dare tutte le informazioni ai cittadini; li abbiamo incontrati e abbiamo raccolto i suggerimenti, abbiamo migliorato il progetto, abbiamo ripresentato il piano degli espropri che dovrà essere approvato dal CIPES e come ho ripetuto tante volte gli espropri partiranno il giorno dopo il CIPES ma con gradualità secondo le esigenze costruttive del progetto. Non saranno fatti tutti insieme, saranno graduali in base all’avanzamento dei cantieri. Noi cercheremo di assecondare, stimolare più possibile, un’adesione volontaria da parte dei proprietari delle case, delle terre, perchè riteniamo giusto e nell’interesse della società anche per accelerare i tempi. Non vorremmo proprio che tutto si traducesse in lunghi bracci di ferro e contenzioni infiniti. In tal senso spero ci possa essere anche qualche iniziativa legislativa che ci consenta di agevolare il completamento volontario degli accordi. In ogni caso, abbiamo la massima attenzione e il massimo impegno sul punto“.

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Le istanze di Bonelli e la class-action dei cittadini potranno intaccare l’iter?

Con il massimo rispetto per la giustizia e per le decisioni che il Tribunale prenderà, a fine settembre c’è la prima udienza credo anche per valutare la proponibilità di questa class-action che è originale e ci ha un po’ sorpresi. Ovviamente difenderemo il nostro progetto e l’assoluta regolarità che lo contraddistingue. Ci sono 104 firmatari di questa class action, io credo che ci siano invece migliaia di persone favorevoli al progetto; bisognerebbe fare una class-action al contrario. E’ un’altra azione volta a bloccare il progetto. Sulle istanze di Bonelli abbiamo fornito tutta la documentazione, anche andando al di là dei nostri doveri: lui è un critico a prescindere e ovviamente interpreta qualsiasi cosa noi diciamo nel modo utile per la sua contrarietà, comprese le ultime norme nel dl infrastrutture. Mi ha anche contestato che ho fatto i complimenti a Jaan Roose per la sua impresa sullo Stretto: dice che non avrei dovuto farlo, non si capisce perchè. Noi proponiamo un’ipotesi di poter completare il progetto esecutivo per fasi costruttive, perchè così facendo riteniamo di poter accelerare la realizzazione dell’opera e quindi risparmiare soldi, cioè contenere i costi. Bonelli invece pensa che questo sia finalizzato ad aumentare i costi, parla di bancomat di stato, ma non è così. Anzi è il contrario. Non parliamo di dividere le torri dall’impalcato, parliamo delle opere a terra: il progetto Ponte è molto più del Ponte, non è solo la campata unica, i piloni etc. etc. ma dentro il progetto Ponte ci sono 40 chilometri di strade e ferrovie a terra, ci sono tre stazioni di metropolitane, attività per l’ambiente, opere che hanno una maturità progettuale diversa. Aspettare che l’ultima sia pronta è come regolare l’avvio dell’opera sull’ultimo vagone. Questo porta a ritardare, allungare i tempi, e se si allungano i tempi si allungano i costi“.

I tre Sindaci di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, si sono espressi in modo contrario: cosa ne pensa?

Noi con i Sindaci del territorio abbiamo un buon rapporto e frequenti interlocuzioni. Principalmente loro chiedono una difesa del territorio e dei cittadini, e noi su questo siamo perfettamente d’accordo, abbiamo detto tante volte a Messina, a Villa San Giovanni e anche a Reggio Calabria, di avere indicazioni puntuali su quelle che sono le opere accessorie richieste dagli enti locali per il territorio. Adesso in conferenza dei servizi stanno arrivando queste richieste, qualcuna forse un po’ roboante, non possiamo caricare il Ponte di troppi oneri, però tutto quello che è essenziale per il territorio lo faremo, d’accordo con il governo e con il ministro Salvini che devo dire ha un atteggiamento molto molto positivo e proattivo nei confronti di questo territorio, non vuole fare solo il Ponte ma una grande opera per il territorio e quindi davanti a richieste finalizzate a difendere gli interessi del territorio noi siamo disponibili in linea con le volontà del Governo, che sta facendo tanti altri grandi investimenti per le infrastrutture in questo territorio. Ad esempio, adesso c’è il problema della siccità e quindi si pone il problema dell’acqua, ovviamente noi faremo in modo che la costruzione del Ponte non aggravi e non intacchi minimamente le riserve idriche esistenti, anzi, faremo opere quali pozzi e impianti di desalinizzazione, che poi resteranno, e quindi, così come per l’ambiente, non solo non faremo danni ma porteremo enormi benefici. Perché poi i pozzi e i desalinizzatori che faremo, rimarranno sempre al servizio di questo territorio. Questo è il nostro approccio: ci teniamo a mantenere collaborazione aperta“.

Ponte sullo Stretto, Ciucci sulla posizione dei Sindaci di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria