Il Ponte sullo Stretto e i Verdi che cadono dalle nuvole: “a cosa serve?”

Secondo Mauro Mangano dei Verdi, “pochi hanno sentito spiegare a cosa dovrebbe servire" il Ponte sullo Stretto. E poi fa peggio: "20 minuti cambiano il senso del viaggio?"

Che il Ponte sullo Stretto sia indispensabile per la Calabria, ma soprattutto per la Sicilia, è un fatto da tempo assodato. Eppure c’è chi ancora nega l’evidenza. E lo fa o per partito preso, perché è bello dire no a tutto, o peggio ancora perché non hanno mai fatto i pendolari dalla Sicilia verso la Calabria. Dunque non hanno idea dei tempi, dei disagi, delle criticità. A volte, però, è gente che quelle zone le conosce e le vive, ma nonostante questo si schiera contro al ponte perché va di moda.

L’ultimo, in ordine di tempo, ad aver letteralmente fatto una figura da ignaro promulgatore del ‘no-a-tutti-i-costi’ è Mauro Mangano, portavoce dei Verdi in Sicilia. Mangano è intervenuto nella trasmissione “Nautilus” condotta da Vanessa Piccioni e Francesco Fratta in onda su Cusano Italia Tv, parlando di Ponte sullo Stretto.

Riguardo al Ponte sullo Stretto e all’opinione degli italiani.

Sono in linea con quello che sentiamo. Insieme alle opinioni mi sento spesso fare la domanda: “Come si farebbe questo ponte? A che servirebbe?” Pochi hanno sentito spiegare a cosa dovrebbe servire questo ponte. Penso non si sia detto mai. Serve perché qualcuno lo vuole. Ma rende più veloce i collegamenti? I venti minuti in meno che sono stimati come tempi che si accorcerebbe col traghetto, quanto incidono sul suo viaggio? Per una persona che in Sicilia parte da Milano, quei minuti hanno cambiato quel senso del suo viaggio?”

“Decide una persona di venire perché impiegherà 20 minuti di meno? E quanto costa per noi stravolgere quel pezzo di pianeta? Parliamo di un luogo ricco di biodiversità, in quel mare passano tonni, pesce spada, una flora sottomarina che serve al pianeta intero. Vale la pena stravolgere tutto questo? Credo che non ci siano benefici”.

Ci sono dei problemi tecnici che riguardano i pilastri sui quali dovrebbe poggiare il ponte.

Se poi entriamo nello specifico scopriamo che il motivo per cui in decenni utilizzati non si è realizzato è perché è irrealizzabile. Alcuni politici in cerca di propaganda lo ripropongono. Il problema sismico è notevole. Le scosse del terremoto di Messina si possono sentire fino in Calabria. In quel punto della Terra le due placche si scontrano costantemente. I tecnici dicevano che più volte qualunque progetto andava verificato per i problemi sismici e geologici, motivo per cui è stato escluso un tunnel. Non esiste in nessun punto della Terra un ponte a campata unica come quello di Messina”.

“Il progetto di Salvini prevede una campata unica di 3 chilometri. Il ponte più lungo è quello di Akashi in Giappone. È un’opera irrealizzabile. In Giappone hanno sospeso il transito dei treni su quel ponte, perché pericoloso. È evidente che non ci crede neanche Salvini, è tutta propaganda. Nessuno di noi per fare una casa prenderebbe un progetto di 10 anni prima senza rifare il progetto e rifare i costi. Salvini dice di prendere quel progetto di anni fa e si prende un contratto scisso dagli stessi che volevano farlo. Il privato che doveva occuparsene anni fa disse che non si poteva fare. Oggi con un progetto di 12 anni fa si vuole far rivivere il ponte. È una presa in giro. Serve solo a far parlare del ministro in televisione. Se chiedeste ai siciliani cosa serve, vi direbbero che manca l’acqua, non il ponte. Non c’è una viabilità decente. Non è un’opera pensata sulle priorità politiche”.

Questione ambientale: nell’audizione di ieri alla Camera i dati affermano che si possano eliminare 144 tonnellate di CO2, che ne pensa?

Questi sono dati che falsano la realtà. È come se i traghetti attivi venissero paragonati al ponte. Ma la vera proposta è un’altra. In una proposta del 2020 bastavano 55 miliardi di investimento per migliorare il trasporto dei traghetti, ma già oggi c’è una sperimentazione sui traghetti che usano energia solare. Questo significa far passare traghetti meno inquinanti, se questi fossero più lunghi potrebbero contenere treni più lunghi che è quello che fa perdere gran parte del tempo”.

Da parte di Bruxelles è arrivato un assist nei confronti della maggioranza. Se lo aspettava?

Non aggiunge o toglie nulla, l’Europa non può permettersi di entrare nel merito di una questione di un altro Paese. Non mi stupisce. Il grande tema messo in secondo piano è che il tema si fa con i soldi pubblici. È una cosa giusta quindi con soldi che dovrebbero essere utilizzati anche per altre cose. Non si capisce perché pensarli per un’opera inutile. Noi spendiamo 15 miliardi di euro per pagarne 1 di penale, che non è vero, nel 2019 la Corte Costituzionale tolse la possibilità del risarcimento. Chi ritiene che sia utile dica che sia utile. Il ponte non serve, è inutile. Tutta la civiltà è passata sul Mediterraneo come se fosse un ponte senza deturpare la natura”.

Ma dove vive Mangano?

Ora, non sappiamo in quale Sicilia viva Mangano, ma la Sicilia che conosciamo noi, della quale raccontiamo ogni giorno le difficoltà e le criticità, ha estremo bisogno di un collegamento più veloce. Ha estremo bisogno di qualcosa di più ‘sprint’ dei traghetti. Perché l’ambiente è importante, ovviamente, ma l’uomo e le società hanno necessità di evolversi. E il Ponte sullo Stretto, come è ormai noto, sarà un’opera green. L’ambiente non ne sarà minimamente influenzato in negativo. Ma tant’è, a lavare la testa all’asino…