“Non sono contrario al Ponte, è una scelta legittima del governo e del Parlamento su cui non metto bocca. L’autorità che dirigo si preoccupa solo che venga realizzato senza contenziosi, pagando il meno possibile e garantendo l’interesse pubblico“. E’ quanto dichiarato da Giuseppe Busia, segretario generale dell’autorità di vigilanza dei contratti pubblici, oggi a capo dell’Anticorruzione.
Busia ha rilasciato le sue dichiarazioni in una intervista a La Stampa. “Il problema di fondo è aver rinunciato alla gara, scegliendo il precedente contraente (Webuild, la società che ha assorbito la vecchia Impregilo, ndr). Questa scelta, oltre a vincolare al progetto di dieci anni fa, pone precisi obblighi finanziari fissati dalle regole europee“.
“La direttiva prevede che il costo dell’opera non possa salire oltre il 50 per cento di quanto messo a gara. Originariamente l’importo era fissato a 4, 3 miliardi, il che significherebbe non poter andare oltre i 7. Nell’ultimo Documento di economia e finanza si ipotizza una cifra superiore ai 13 miliardi, probabilmente tenendo conto delle varianti approvate nel 2011, quando il costo lievitò a 8, 5. Non è però detto che questa interpretazione sia accolta a Bruxelles“, precisa.
Sui subappalti Busia spiega: “Ho detto che sarebbe utile evitare subappalti a cascata, quelli – per intenderci – senza limiti, che aprono a maggiori rischi di minore qualità delle opere e violazioni di legge. E aggiungo: sarebbe bene non ci fossero deroghe alle norme antimafia, che andrebbero rafforzate“.


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