“Stop Mafia, Venezia è sacra”. Ancora mi ricordo di quello striscione, ne restai colpito durante un viaggio nella splendida “Serenissima”, la magica città galleggiante. Da calabrese non potevo che notarlo, e d’istinto pensai: “guarda un po’, vuoi vedere che davvero tutto il mondo è paese?”. Si perché nella mia terra, tanto bella quanto maledetta, non si nasconde il fatto che la gente si sforzi per combattere contro il maledetto cancro della criminalità organizzata, ma mai avrei pensato che in Veneto potesse esserci un’influenza dello stesso tipo, tanto da spingere la popolazione residente a reagire in maniera così forte. E una forte resistenza in queste ore l’avrà provata sulla propria pelle la giornalista di Vicenza Sara Pinna, passata da “carnefice” a vittima della gogna mediatica per la frase “verrete tutti in Pianura a cercare lavoro”, in risposta all’esultanza di un bambino cosentino (“Lupi si nasce”).
L’affermazione molto “borderline” pronunciata dalla giornalista sta facendo discutere a livello nazionale (i maggiori quotidiani nella versione web hanno ripreso la vicenda 9 giorni dopo rispetto all’episodio), il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto l’ha bollata fermamente come “frase razzista” ed ha chiesto provvedimenti al presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. “Credo sia incivile, bruttissimo, offendere un bambino di sette anni solo perché è calabrese, dicendogli che siccome è calabrese non potrà avere un futuro in Calabria. Io lavoro perché anche i bambini possano avere un futuro nella loro Regione. Trovo questi pregiudizi odiosi e irritanti”, ha affermato il governatore. Considerando il momento e il contesto in cui il tutto è avvenuto, la giornalista potrebbe essersi lasciata prendere dall’emozione negativa legata alla sconfitta, sbagliando certamente e commettendo una gaffe. E non perché di calabresi a Vicenza (e in generale in Veneto) non ce ne siano, anzi, ma perché fa trasparire una mentalità impregnata di stereotipi ormai superati e tristi da ritirar fuori.
Più volte tramite queste pagine abbiamo raccontato di personaggi veneti che si sono innamorati del carattere cordiale dei calabresi e hanno realizzato un “percorso inverso” rispetto a quello immaginato dalla giornalista vicentina. Ovvero dalla Pianura Padana si sono poi indissolubilmente legati alla Calabria e, una volta conosciuta, non se ne sono più andati o hanno continuato a difenderla. Basti pensare al Professore Enzo Siviero, Rettore dell’Università eCampus di Padova, che da anni lotta al fianco di calabresi e siciliani per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, un’opera che creerebbe posti di lavoro e turismo in una terra in cui il lavoro manca. In ogni suo discorso fa notare di quanto potenziale non sfruttato sia dotata questa terra, per colpe sicuramente non da attribuire ai suoi cittadini; oppure si potrebbe fare un riferimento all’artista Christian Zuin, anche lui originario di Padova, ora fisso residente a Monasterace, musicista che per ogni giorno si batte per difendere e sponsorizzare con la musica e il suo “amico drone” la bellezza paesaggistica e culturale della Calabria.
Una Regione e un popolo che, come dimostrato dalle due personalità sopracitate, non hanno mai detto “no” quando c’era da accogliere, non si è tirata mai indietro quando c’era da amare, da regalare un’emozione. “L’accoglienza che ho trovato qui non può essere paragonata all’accoglienza che un calabrese trova a Vicenza”, aveva affermato in passato Zuin ai microfoni di StrettoWeb. E chissà che il pregiudizio di Sara Pinna non sia dettato dalla semplice mancata conoscenza di una terra splendida e misteriosa come la Calabria: dal Pollino alla Sila, passando per l’Aspromonte e lo Stretto, sono tantissimi i posti che la giornalista potrebbe ammirare da vicino, restandone sorpresa per la loro particolarità e unicità. Da calabrese quindi non me la prendo più di tanto con lei, di certo neppure giustifico o banalizzo, però sono sicuro di una cosa: alla giornalista basterebbe una settimana in Calabria per capire l’errore commesso e innamorarsi della caratteristica principale, il cuore dei calabresi! E sono sicuro che le scuse dovute verrebbero spontaneamente…


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