E’ scattata ieri mattina un’operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che ha eseguito l’ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale interdittiva emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 6 professori ordinari e 2 dipendenti dell’area amministrativa dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Le intercettazioni che si leggono nell’ordinanza e che oggi sono state pubblicate dalla Gazzetta del Sud sono molto inquietanti ed evidenziano l’entità dello scandalo emerso grazie alla segnalazione di Clara Stella Vicari Aversa, nota e stimata professionista messinese, vice presidente dell’Ordine degli architetti di Messina da tempo in prima linea nella battaglia per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Con coraggio e spirito di legalità, la ricercatrice ha dimostrato quanto chi lotta per il progresso e lo sviluppo di questa terra si batte anche contro le anomalie e i soprusi rispetto alle regole della nostra società. Le sue denunce, infatti, hanno fatto fatto scattare le indagini della Procura che hanno portato all’interdizione di dieci mesi del rettore dell’ateneo Santo Marcello Zimbone, del pro rettore vicario Pasquale Catanoso, di altri quattro docenti ordinari e di due dipendenti dell’area amministrativa, mentre complessivamente sono 52 gli indagati per ipotesi di reato gravissime.
“Non ci possiamo far mettere in scacco da una stronza”, “E’ tornata alla carica quella grandissima puttana“. Sono queste le frasi inequivocabili pronunciate dai vertici dell’Ateneo di Reggio Calabria, che emergono dalle carte dell’inchiesta “Magnifica”.
Nella denuncia avviata da Clara Stella Vicari Aversa venivano segnalate condotte irregolari che sarebbero state perpetrate nella procedura di valutazione per un posto di ricercatore universitario. Contro l’esito della selezione, la candidata aveva promosso alcuni ricorsi presso i competenti organi di giustizia amministrativa ma, stando alle indagini, le veniva suggerito di rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa ed “aspettare il proprio turno” per avere accesso a future opportunità professionali all’interno del dipartimento. L’indagine ha evidenziato anche irregolarità nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e pertanto idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti “direttamente” o a seguito di “segnalazione“. I concorsi che sarebbero stati truccati, secondo gli inquirenti, riguardavano indistintamente le posizioni di ricercatori, di professori ordinari e associati, di assegnisti di ricerca nonché le selezioni per l’accesso ai dottorati di ricerca e ai corsi di specializzazione.
“Mi ha prospettato la possibilità – afferma Vicari Aversa – nel caso avessi ritirato il ricorso, di verificare se era possibile recuperare la situazione al fine di evitare che fossi tagliata fuori dall’ambiente universitario“; anche se il suo destino da ribelle del sistema universitario era tristemente segnato tanto che una professoressa diceva ad un altro docente della Vicari Aversa: “Lo vuoi capire che Clara Stella non vincerà mai questo concorso per ricercatore, ti vuoi mettere il cuore in pace?”. Così funzionava alla “Mediterranea” di Reggio Calabria secondo il pool coordinato dal procuratore Giovanni Bombardieri che ha paventato un ventaglio di accuse che comprende “l’esistenza di un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica nella direzione e gestione dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e delle sue articolazioni compartimentali”.
Alla base di quel concorso la volontà di far vincere un altro candidato, anche lui di Messina: “Questo ragazzo non lo possiamo mandare in mezzo ad una strada” oppure “cazzo il posto è uno… lo vuoi capire che è per lui” – sosteneva il rettore di Reggio Calabria, Santo Marcello Zimbone, con l’attuare pro rettore vicario, Pasquale Catanoso, pronto a sfoderare le sue relazioni privilegiate come rimarca il Gip di Reggio: “Il Rettore rivela che il Catanoso sta provando a conoscere in anticipo le statuizioni del Consiglio di Stato, tanto che afferma che se questa informazione fosse ottenuta (e fosse nel senso dell’annullamento dell’esito concorsuale, con assenza del vincitore), correrebbe il rischio di bandire subito il posto…”.
Per il giudice “non vi è dubbio come la commissione pur di assicurare la prevalenza del R. abbia dovuto “smorzare”, vale a dire sminuire il valore dei titoli prodotti della Vicari, quantitativamente in numero maggiore rispetto a quelli offerti del R.. Una obiettiva valutazione di tali titoli, come emerge dalla viva voce degli indagati, che hanno agito sotto le direttive e il condizionamento dei vertici dell’Ateneo, avrebbe determinato la prevalenza della Vicari. Si deve ricordare che importanti criticità erano state già rilevate dal G.A. in relazione alla valutazione dei titoli, sempre caratterizzata di disparità di trattamento, che aveva in sede di appello evidenziato come anche la prova progettuale elaborata dal Russo presentasse difetti, mancanze di elementi essenziali di tipo strutturale, con incidenza sul piano della interazione funzionale dell’opera“.


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