Concorsi pilotati all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, 52 prof. indagati: tutti i NOMI e i DETTAGLI dell’operazione

Concorsi pilotati all'Università Mediterranea di Reggio Calabria: ecco chi sono i docenti e gli impiegati interdetti e indagati

E’ scattata questa mattina un’operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che ha eseguito l’ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale interdittiva emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 6 professori ordinari e 2 dipendenti dell’area amministrativa dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Sono 4 in tutto, oltre al rettore, Santo Marcello Zimbone, ed al suo predecessore, Pasquale Catanoso, attuale prorettore vicario, i docenti dell’ateneo reggino nei confronti dei quali il Gip, su richiesta della Procura della Repubblica diretta da Giovanni Bombardieri, ha disposto l’interdizione, e la conseguente sospensione dal servizio, per un periodo che va da 2 a 6 mesi. I docenti ai quali è stato notificato il provvedimento sono Ottavio Salvatore Amaro, professore associato del Dipartimento di architettura ed ex direttore generale dell’ateneo; Adolfo Santini, direttore del Dipartimento di architettura; Massimiliano Ferrara, direttore del Dipartimento di giurisprudenza, economia e scienze umane, e Antonino Mazza Laboccetta, professore associato dello stesso Dipartimento di giurisprudenza. L’interdizione è stata disposta, inoltre, anche per due funzionari dell’Area tecnico-scientifica elaborazione dati dell’università, Alessandro Taverriti e Rosario Russo.

Concorsi pilotati all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, la denuncia di un aspirante ricercatore: “sono stata invitata ad aspettare il mio turno”

Sarebbe stata invitata ad “aspettare il proprio turno” e a rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa la candidata risultata non vincitrice di un concorso all’Università Mediterranea di Reggio Calabria che ha fatto scattare le indagini che hanno portato all’interdizione di dieci mesi del rettore dell’ateneo Santo Marcello Zimbone, del pro rettore vicario Pasquale Catanoso, di altri quattro docenti ordinari e di due dipendenti dell’area amministrativa. Nella denuncia venivano segnalate condotte irregolari che sarebbero state perpetrate nella procedura di valutazione per un posto di ricercatore universitario. Contro l’esito della selezione, la candidata aveva promosso alcuni ricorsi presso i competenti organi di giustizia amministrativa ma, stando alle indagini, le veniva suggerito di rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa ed “aspettare il proprio turno” per avere accesso a future opportunità professionali all’interno del dipartimento. L’indagine ha evidenziato anche irregolarità nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e pertanto idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti “direttamente” o a seguito di “segnalazione“. I concorsi che sarebbero stati truccati, secondo gli inquirenti, riguardavano indistintamente le posizioni di ricercatori, di professori ordinari e associati, di assegnisti di ricerca nonché le selezioni per l’accesso ai dottorati di ricerca e ai corsi di specializzazione.

Concorsi pilotati, presunti illeciti anche agli appalti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria  nella gestione di carte di credito ed auto di servizio

La Guardia di finanza, nell’ambito dell’indagine su presunti illeciti nella gestione da parte dell’università “Mediterranea” di Reggio Calabria di concorsi per la copertura di posti di ricercatore, sta anche svolgendo accertamenti su alcuni appalti e sull’utilizzo delle risorse destinate all’ateneo. In particolare, alcuni appalti relativi a lavori di manutenzione dei locali universitari sarebbero stati assegnati in assenza di specifiche procedure di gara. Nei confronti di alcuni indagati, inoltre, s’ipotizza anche il reato di peculato poiché avrebbero utilizzato per fini privati le autovetture di servizio che gli erano state assegnate. Lo stesso andazzo sarebbe stato seguito anche nell’utilizzo delle carte di credito intestate all’Università e “reiteratamente utilizzate – afferma il Gip nell’ordinanza con cui ha disposto le interdizioni – per pagare spese di natura prettamente personale“. Nel provvedimento si parla, inoltre, di “un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica nella direzione e gestione dell’Università Mediterranea e delle sue articolazioni compartimentali“.

Maxi operazione su presunti illeciti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, i nomi di tutti gli indagati. C’è anche Giuseppe Bombino, già Presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte

C’è anche Giuseppe Bombino, già Presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte, tra i 52 indagati nell’indagine della Procura di Reggio Calabria. Di seguito tutti i nomi:

  1. Adamo Rita Elvira
  2. Albanese Giuliana Renata
  3. Amaro Ottavio Salvatore
  4. Arcadi Nicola
  5. Bombino Giuseppe
  6. Catanoso Pasquale
  7. Condello Antonio
  8. Dato Zaira
  9. De Capua Alberto
  10. De Capua Claudio Roberto Maria
  11. Errante Lidia
  12. Fabbio Philipp
  13. Fera Giuseppe
  14. Ferrara Massimiliano
  15. Ferro Maria Giovanna
  16. Ginex Gaetano
  17. Gulisano Giovanni
  18. Laganà Iside Rita
  19. Laganà Filippo
  20. Lombardo Maria Teresa
  21. Maltese Demetrio
  22. Manti Chiara
  23. Manti Domenico
  24. Mazza Laboccetta Antonio
  25. Milardi Martino
  26. Morabito Francesco Carlo
  27. Neri Gianfranco
  28. Neri Ilaria Stefania
  29. Neri Paolo
  30. Panetta Rossella
  31. Panuccio Emilia Adele
  32. Pellitteri Giuseppe
  33. Presta Ida Giulia
  34. Russo Antonello
  35. Russo Rosario Maria Valerio
  36. Sabatini Francesca
  37. Saladino Giovanni
  38. Santini Adolfo
  39. Schena Leonardo
  40. Sciascia Andrea
  41. Sole Aurelia
  42. Tamburino Vincenzo
  43. Taverriti Alessandro
  44. Themos Laura
  45. Tornatora Rosa Marina
  46. Trimarchi Michele
  47. Tropea Giuseppe
  48. Uso Agostino
  49. Zampogna Giovanna
  50. Zampogna Giuseppe
  51. Zema Demetrio Antonio
  52. Zimbone Santo Marcello

In merito a tutto l’impianto accusatorio, è doveroso specificare che si tratta di ipotesi di reato che dovranno eventualmente essere confermate in sede di giudizio, e che quindi al momento tutti i soggetti coinvolti sono innocenti e non hanno avuto alcuna condanna in merito alle accuse ipotizzate dalla Procura.