E’ un “braccio di ferro della follia” quello che accompagna questa settimana del derby. Avremmo voluto parlare di calcio, ma ancora non sappiamo neanche se la partita si farà o meno. Oggi è stato designato l’arbitro, ma il Prefetto – con un documento ufficiale – ha “disposto il differimento della partita“, cioè il suo “rinvio”. Il comunicato stampa ufficiale della Prefettura è abbastanza confuso: “la partita è in concomitanza con i festeggiamenti per la festa patronale della Madonna della Consolazione che richiama un notevole numero di partecipanti anche nella zona prospiciente l’impianto sportivo, ove verranno installate diverse centinaia di bancarelle. L’incontro è stato qualificato con “profili di rischio massimo” dall’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive presso il Ministero dell’Interno. Il provvedimento è stato assunto in via cautelativa atteso il rischio di eventuali criticità fra le tifoserie rivali”.
Non si capisce, quindi, se il motivo del rinvio è legato alle bancarelle della festa o al rischio di criticità tra le tifoserie. Fatto sta che entrambi i motivi sono assolutamente fuori luogo. La Reggina ha giocato molte altre volte al Granillo durante la festa, anche con molti più spettatori di quelli previsti per questo derby. E il derby dello Stretto non ha alcun precedente di violenza tra tifoserie. E’ un derby di grandi colori e passioni, ma senza violenza. La tifoseria ospite viene scortata nel settore riservato direttamente dalla ferrovia, che arriva a pochi metri dall’ingresso del settore ospiti che salgono su un treno speciale a Villa San Giovanni dopo il traghettamento, e arrivano senza alcun pericolo di contatto con i tifosi reggini nel loro spazio riservato, e così poi tornano a casa.
La Lega non ci sta e ha individuato in venerdì 12 settembre (ore 20:30) la data per lo svolgimento del match. Ma se il Ministero e la Prefettura decidono che la partita non si deve giocare, la Lega può decidere quello che le pare ma la partita non si giocherà. A prescindere dalle motivazioni più o meno comprensibili, le gerarchie e le competenze sono chiare. Ed è così che i prefetti stanno uccidendo il calcio (vedi quanto accaduto a Messina la scorsa settimana).
E’ solo l’inizio di una stagione pazzesca, con 84 derby nel girone C di Lega Pro: praticamente ogni settimana dovremo assistere a queste stucchevoli tiritere “si gioca, non si gioca. Si gioca, non si gioca“…


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