Il tono della voce è calmo, il modo è pacato, ma Alessandro Tinaglia – rappresentante di reset! – non le manda a dire: il suo è un attacco frontale all’Amministrazione Accorinti, un attacco che affonda le proprie radici non in uno sterile dogmatismo ideologico, ma nella disillusione di quanti credevano alla rinascita della progettualità. “Sentiamo parlare da un anno di concertazione, ma in giro ne vediamo poca”, afferma nella conferenza stampa tenutasi sabato mattina a Palazzo Zanca.
E’ l’incipit di un ragionamento ad ampio respiro sulla nuova Atm, sulle potenzialità di crescita del Trasporto Pubblico Locale. Perché a giudizio di reset! non soltanto è possibile riorganizzare e riqualificare l’azienda cittadina, ma si può addirittura immaginare di trovare in seno ad essa delle risorse utili per evitare il dissesto comunale.
Possibile? Assolutamente sì, con l’adozione di un piano d’immediata esecuzione. Il progetto Free Messina – redatto con il contributo tecnico della Cisl di Tonino Genovese, della Uil, dell’Or.Sa. e della Cgil – mira a riorganizzare il settore attraverso 23 linee (19 bus e 4 minibus) in grado di ridurre di un quarto i tempi d’attesa per gli utenti, oggi interminabili. Di più: elevando il numero dei km/anno si potrebbe garantire un rimborso regionale di quasi 11,7 milioni di euro a partire dal 2015, senza contare i prevedibili ricavi offerti dalla vendita dei biglietti di un servizio che funziona.
“La gestione sinora è stata a dir poco approssimativa – afferma Tinaglia –, manca totalmente un piano industriale. Chiamare l’azienda torinese dopo un anno di lavoro vuol dire dichiarare il fallimento dei piani originari. Lo si dovrebbe quantomeno ammettere”.
Eppure per chi ha studiato a fondo la materia, i dati offerti parlano da sé: “L’azienda funziona se dà servizi, se macina chilometri. Qui non hanno granché idea di cosa significhi il concetto di velocità commerciale. Eppure gli esempi di Catania e di Palermo non sono così distanti. Mentre perdiamo tempo a ragionare su questioni di metodo, abbiamo scuole in periferia che non vengono raggiunte o utenti che non possono usufruire dei mezzi per recarsi al Cimitero”, ammonisce un accalorato Giacomo Guglielmo, già guida del gruppo di lavoro che ha redatto il progetto. “Se stiamo elaborando il Piano decennale di riequilibrio, possiamo inserire progetti di questa natura. Progetti di cui la città avrebbe potuto fruire già da Settembre” chiosa sul finire.
Il dialogo con l’Amministrazione, com’è noto, non è andato a buon fine. Qualcuno ha parlato d’incomprensioni personali, ma Tinaglia si schernisce e respinge al mittente le accuse infondate: “Siamo l’unica città metropolitana che non è stata in grado di comprare bus a metano per l’incapacità di trovare un co-finanziamento. Di che parliamo?”. E sull’onestà intellettuale della Giunta rivela: “l’assessore Panarello sottopose all’attenzione dei colleghi la cosiddetta Carta di Pisa, il Codice etico da noi sponsorizzato per promuovere la cultura della legalità e della trasparenza negli enti locali. Eravamo a Gennaio. Ebbene la Giunta della trasparenza bocciò la proposta. E tanti saluti”.
Alla conferenza stampa era presente anche il capogruppo di Felice per Messina, Giuseppe Santalco, solerte nel denunciare la sordità del sindaco a qualsiasi obiezione.
Di più, stando alle parole dell’esponente politico: “la nomina di Foti c’è stata imposta. Ho qui un documento che lo prova”, ha affermato esibendo una nota del Gtt, la società torinese con cui si è avviata una partnership. Tale documento (foto a fianco) recitava testualmente: “In riferimento al costituendo accordo di collaborazione tra la Città di Torino e la Città di Messina ed all’analoga cooperazione tra le due aziende di trasporto pubblico, è stato individuato, in quanto in possesso dei requisiti professionali idonei (come da CV allegato), l’arch. Giovanni Foti per ricoprire la carica di Direttore Generale presso l’ATM Messina”. Benzina sul fuoco, se è vero com’è vero che proprio su questo punto Daniele Zuccarello (Progressisti Democratici) si è recato in Procura per denunciare la violazione dell’art. 19 dello Statuto, quello che vincolava la nomina del Direttore Generale ad un concorso pubblico “bandito dal Consiglio di Amministrazione, con l’intervento di almeno quattro Commissari oltre al Presidente”.
Qui trovate la tabella decennale e il contratto di servizio Atm: Tabella Decennale e Contratto di Servizio Atm
Qui, invece, le nuove linee proposte: Nuove linee_5 Luglio 2014


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