Reggio Calabria, pioggia di critiche a Falcomatà sulla raccolta differenziata: “usa la repressione al posto del dialogo, sembra una rappresaglia delle SS Naziste, servirebbero metodi più di sinistra”

Reggio Calabria: la lettera di una cittadina sulla raccolta differenziata

Una lettrice di StrettoWeb, Marisa Latella, ci ha inviato una lettera, che pubblichiamo integralmente, in cui esprime le proprie considerazioni sulla raccolta differenziata a Reggio Calabria:

“Di certo Machiavelli potrebbe suggerire qualcosa al novello “Prence” che siede in riva allo Stretto. Che il fine giustifichi i mezzi è noto a tutti, meno noto è il fine, almeno per chi scrive.Se il fine è mettere fine, i lettori scuseranno il gioco di parole, all’abbandono dei rifiuti lungo le vie cittadine, e non solo quelle, i mezzi messi in campo appaiono poco utili. A che fine infatti minacciare rappresaglie contro i cittadini “lordazzi”, colpevoli di lordare la città “bella e gentile” se manca la possibilità di conferire in maniera civile i rifiuti?”

“A che fine filmare i cittadini con le buste della spazzatura, e postare i filmati sul web, con commenti irridenti, anche in spregio alle norme sulla privacy da qualche giorno resi ancor più rigidi? E che garantisce che, pur sapendo che a pensar male si fa peccato ma spesso s’azzecca, gli amici di calcetto, se ripresi dalle videocamere vengano esposti allo stesso trattamento dei comuni, mortali cittadini?”

“Che il servizio abbia parecchie lacune è chiaro a tutti ma arrivare addirittura a minacciare i cittadini di esposizione al pubblico ludibrio fa tornare in mente, nel migliore dei casi le pratiche medievali, nel peggiore le rappresaglie praticate dalle SS ai tempo del Nazismo.Incutere paura e terrore, minacciare ritorsioni questo il modus operandi di un’amministrazione che oppone al dialogo forme di dittatura”.

“Eppure esistono altri metodi, forse più di sinistra. Ma forse è per questo che non li si pratica? Il dialogo con le associazioni, i rappresentanti sindacali e cittadini, per spiegare le difficoltà del servizio e ascoltare i suggerimenti, discutere delle difficoltà, concordare un percorso; sarebbe già un passo avanti verso la collaborazione e la partecipazione democratica attiva e fattiva alla raccolta porta a porta.Invece della caccia alle streghe le verifiche, a cura del settore tributi e della società Hermes, e tutte le ulteriori attività successive, attraverso i controlli incrociati anche dei soli dati già in possesso del comune”.

“Che dire poi del disciplinare dell’AVR? Il coltello ha un solo manico? I cittadini potrebbero decidere di dedicare un pò del loro tempo a leggerlo ed iniziare a chiedere il conto, economico e non politico, dei soldi versati per pagare servizi non erogati, con la conseguente richiesta di rimborso. E qui la Corte dei Conti avrebbe il suo bel da fare nello scovare i danni al contribuente.Basti pensare al lavaggio delle strade, che sembra essere un privilegio di pochi eletti; oppure all’estirpazione delle erbacce che “impreziosiscono” i marciapiedi dissestati”.

“Forse partire lancia in resta, come un prode paladino contro cittadini stremati da servizi inesistenti gravati da balzelli che raggiungono la volta stellata non è una buona idea. Sembra piuttosto la risposta rabbiosa contro chi osa indicare che il re è nudo.La collaborazione, il rispetto della democrazia e degli elettori sembrano essere stati dimenticati, o forse non li si sono mai conosciuti, dai giovani virgulti che governano sprezzanti la città, votati allo scontro piuttosto che al dialogo costruttivo.Caro Sindaco al bastone il popolo si è sempre rivolato, e a nulla sono servite le brioches di Maria Antonietta.Invito i cittadini, le associazioni, i sindacati a richiedere copia del contratto di servizio stipulato con AVR leggerlo attentamente e cominciare a fare ricorso al Comune. I servizi pagati devono essere resi caro Sindaco”.