Tari: a Messina scadenza anticipata al 30 giugno

Messina, il consigliere comunali Libero Gioveni: "Furbesca interpretazione del regolamento, si corra subito ai ripari"

Siamo alle solite anche quest’anno: perché si deve anticipare di 1 mese il pagamento della prima rata della TARI (30 giugno) nonostante il Regolamento IUC e il piano tariffario vigente ne stabilisca la scadenza il 30 luglio??” Il consigliere comunale Libero Gioveni stigmatizza la scelta, certamente inopportuna, del Dipartimento Tributi (con l’assenso dell’Amministrazione uscente) di anticipare l’incasso del tributo. “Anche quest’anno – spiega indignato Gioveni – il Dipartimento ha utilizzato furbescamente la parolina “entro” inserita nel vigente piano tariffario relativamente alle scadenze delle rate, visto che nel piano viene testualmente riportato che le 3 rate hanno scadenza “Entro” il 30 luglio, il 30 settembre e il 10 dicembre! In pratica, “entro” significa per Palazzo Zanca anche “molto prima” della scadenza del 30 luglio, considerata, appunto, come data ultima! Così si continuano a prendere in giro i cittadini – tuona il consigliere – visto che nel 2016, per esempio, erano state rispettate le scadenze previste, ivi compresa la prima fissata appunto al 30 luglio! Perché infierire così anticipando di 1 mese? – si chiede amareggiato l’esponente del Pd. Che motivo c’era di anticipare di 30 giorni visto che comunque, lasciando la prima rata al 30 luglio, si sarebbe rispettata la delibera dell’Aula? 30 giorni di differenza – prosegue il consigliere comunale – possono sembrare pochi, ma consentirebbero certamente di far respirare i contribuenti, già parecchio oberati da altre incombenze! Pertanto – conclude Gioveni – appellandomi al buon senso di assessori e dirigenti competenti, auspico quanto meno da parte dell’Amministrazione la diffusione di un comunicato, sulla stessa stregua di quanto poi deciso l’anno scorso, col quale si annunci che le due rate di acconto della TARI 2018 possano essere pagate improrogabilmente entro il 30 settembre senza incorrere a more e sanzioni”.