“Per lo sviluppo contro le Mafie”: gli studenti di Messina ricordano la Strage di Capaci

“Per lo Sviluppo contro le Mafie”, per il secondo anno il MCL di Messina ricorda insieme agli studenti la Strage di Capaci

Oggi alle 12 dirigenti del Movimento Cristiano Lavoratori e studenti si sono dati appuntamento in via XXIV maggio davanti all’albero di Ulivo piantato lo scorso anno per ricordare l’impegno dell’organizzazione e della comunità “Per lo sviluppo contro le mafie”. Presenti gli studenti dell’I.C. “Boer-Verona Trento, S.Anna e il Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Problemi sociali e il Lavoro Don Sergio Siracusano. “Per lo Sviluppo Contro le mafie” il titolo della manifestazione che per il secondo anno consecutivo MCL promuove in via XXIV maggio (Rampa Rosa Donato)  dove lo scorso anno l’organizzazione ha piantato un albero di Ulivo riqualificando l’aiuola e dedicandola alla memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e tutti gli uomini e le donne simbolo della lotta alle mafie. Oggi attorno all’albero si sono ritrovati non solo i dirigenti dell’organizzazione promotrice ma anche gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Boer-Verona Trento”, dell’Istituto S.Anna e i rappresentanti della IV circoscrizione accompagnati nella riflessione da Don Sergio Siracusano, Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Problemi sociali e il Lavoro. “Ci siamo presi cura durante quest’anno dell’albero di ulivo piantato nel 2017 – dichiara Fortunato Romano, Presidente Provinciale MCL – come simbolo di un impegno quotidiano della nostra organizzazione nel contrasto ad ogni tipo di mafia che riteniamo possa essere efficace soltanto sostenendo lo sviluppo del territorio, contrastando l’illegalità diffusa, azzerando ogni forma di corruzione e combattendo le povertà perché è proprio nei contesti più fragili che le mafie trovano terreno fertile.” “Oggi – prosegue il presidente – abbiamo voluto dar voce ai giovani, con i loro pensieri e le loro riflessioni perché è anche attraverso un complesso e costante lavoro educativo che le mafie potranno essere sconfitte”.  La piazzetta  infatti ha accolto numerosi studenti che hanno dato voce tramite cartelloni, letture e articoli alla memoria del Giudice Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta. Un pensiero sulla legalità, come quello di Andrea dell’Istituto “Boer-Verona Trento” che nei panni di un giornalista ha raccontato le ore della Strage in un articolo. Significative le ultime battute del suo articolo, “La mafia non ha vinto, ne sono consapevole, la mafia non ha ucciso Giovanni Falcone, le sue idee, le sue tensioni morali, il suo impegno quotidiano nella lotta alla mafia non verranno dimenticati. Cosa Nostra ha reso immortale il giudice Falcone, la sua memoria rimarrà viva per sempre: nessuno muore finchè vive nel cuore di chi resta, Giovanni Falcone vivrà non più nel tempo ma nell’eternità!”. Un momento, quello di oggi, a 26 anni dalla strage di Capaci,  per risvegliare le coscienze e per vivere in comunione l’eredità che questi eroi ci hanno lasciato. Un senso di comunità che anche Don Sergio Siracusano ha sottolineato durante la benedizione: “dobbiamo convertirci allo stile che Falcone e i suoi agenti hanno consegnato a noi. Più volte è risuonata la frase “Gli uomini passano, le idee restano”, al centro c’è sempre la comunità. Solo se siamo insieme possiamo fare tanto. E lo sviluppo passa dalla comunità”.