Sono passati esattamente due anni e mezzo dalla frana del muro di cinta nel tratto di strada di Campo Italia, sul viale Annunziata a Messina, ma ancora- come si evince dalle foto a corredo dell’articolo- terriccio e detriti invadono la corsia. “Il muro– spiega il consigliere della V circoscrizione, Marcello Cannistraci, delimitava un terreno d’appartenenza ad un privato che paga regolarmente un canone annuo d’affitto al Demanio Regionale, proprietà di fatto del terreno. Ma la terra ed i detriti, compresa la ringhiera di protezione del terreno, cedendo il muro, sono arrivati sul terreno Comunale e da quando si è verificata la frana, nessuno dei due enti ha mai risolto il problema”. Singolare l’episodio avvenuto lo scorso giorno: “Il 16 maggio- racconta Cannistraci- per risolvere alcuni problemi fognari, sono intervenute ruspe, scavatori, camion e addetti ai lavori, proprio in quel tratto. Erano della ditta che fa i lavori di manutenzione all’Amam. Si sperava- commenta Cannistraci- che finalmente si fosse sciolto il cavillo burocratico tra il Comune ed il Demanio, cavillo che da ben due anni e mezzo ha fatto modo che si arrivasse davanti un Giudice per stabilire chi dovesse intervenire e sistemare il tratto. Nel frattempo da allora gli automobilisti della zona rischiano incidenti sia in salita che in discesa a causa dell’invasione dei mezzi in un unica corsia della strada, rischiando lo scontro frontale e non solo questo per non parlare dei detriti che ogni volta che piove scendono a valle trasportati dall’acqua piovana. Questa ditta sarebbe stata disponibile a sistemare il danno, dato che era proprio sul posto ed aveva l’attrezzatura adatta. I residenti si erano illusi che finalmente qualcuno si stesse impegnando a risolvere il grave problema e invece non è stato così. La ditta ha saputo che tra il Demanio ed il Comune c’è un contenzioso legale e quindi gli è stato negato l’intervento. Morale della favola– conclude il consigliere- ancora dopo due anni e mezzo, abbiamo quella montagnetta di terra che invade la corsia”.




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