Messina, deserta l’ultima seduta del Consiglio Comunale. Durissimo monito di Sonia Alfano: “lavoratori della Tirrenoambiente lasciati in condizioni disperate”

Deserta l'ultima seduta del Consiglio comunale di Messina, Alfano: "leggerezza inaccettabile, vanificati mesi e mesi di lavoro"

A seguito della mancata presa d’atto da parte del Consiglio Comunale di Messina della transazione sottoscritta tra il medesimo Ente e la Tirrenoambiente S.p.A. in liquidazione relativamente a somme dovute dal Comune di Messina a titolo di avvenuti conferimenti di R.S.U. nelle discariche in precedenza gestite dalla stessa società, il Liquidatore della Tirrenoambiente, On. Sonia Alfano, interviene sulla questione. “La mancata presa d’atto da parte del Consiglio Comunale – nella seduta svoltasi ieri sera 22/05/2018 – della transazione per oltre 3.800.000. euro già sottoscritta con il Comune di Messina, iscritta come secondo punto all’ordine del giorno, dovuta all’assenza di gran parte dei Consiglieri, ha messo a serio rischio la sopravvivenza della Tirrenoambiente S.p.A. e, conseguentemente, delle numerose famiglie di lavoratori e lavoratrici che con scrupolo e coscienza, pur tra mille difficoltà di ogni sorta, hanno continuato e continuano a svolgere con grande dignità ed abnegazione il proprio lavoro nell’interesse delle comunità di riferimento.  E’ inaccettabile la leggerezza con la quale taluni Consiglieri, che si ricorda sono stati eletti, ovvero hanno ricevuto mandato dai cittadini, per perseguire esclusivamente l’interesse pubblico ed amministrare la res publica con il necessario ed indispensabile rigore morale, hanno consumato in maniera così sleale l’epilogo finale del loro mandato nell’ultimo Consiglio Comunale utile alla collettività, non procedendo ad una semplice e formale presa d’atto che invero sembrava essere un atto scontato e dovuto, vanificando, di fatto ed in un solo colpo, mesi e mesi di lavoro, di incontri, di mediazioni, di confronti legali ed amministrativi, portati avanti dalle parti in causa con grande senso del dovere e per il grande senso di responsabilità dovuto sia alla collettività di riferimento sia alle famiglie dei lavoratori della Tirrenoambiente che si trovano in condizioni di assoluto sconforto e disperazione”.