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Reggio Calabria, Adiconsum vince ricorso: “Consorzio di Bonifica si arroga diritto di fare esattore fiscale”

consorzio di bonifica basso ionio reggino

L’Adiconsum di Reggio Calabria ottiene giustizia dalla Commissione tributaria sui contributi di bonifica incostituzionali ed esulta: “incostituzionale la norma che impone il contributo indipendentemente dal beneficio fondiario”

La scrivente Associazione di Consumatori Adiconsum della struttura territoriale provinciale di Reggio Calabria comunica quanto segue: “Sull’annosa questione delle notifiche effettuate dal Consorzio di Bonifica del Basso Jonio Reggino (che riguarda anche gli altri Consorzi di bonifica della Regione Calabria) si è pronunciata la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria che ha accolto il ricorso del Signor Antonino Sgrò. Motivato da una questione di principio, il signor Sgrò si era opposto al pagamento di € 85,88 notificatogli dalla So.Ge.T. S.p.A. quale contributo di bonifica relativo all’annualità 2017. Con la sentenza n. 4345/2021 la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria ha accolto il ricorso dell’interessato motivando tale accoglimento per la nullità del (presunto) tributo dovuta a mancati interventi conservativi e/o migliorativi sulla proprietà del Signor Sgrò. In sostanza la Commissione Tributaria Provinciale ha accolto il ricorso basandosi sui principi enunciati dalla Corte Costituzionale del 19 ottobre 2018, n. 188 con la quale ha dichiarato “incostituzionale l’art. 23 comma 1, lettera a), della legge della Regione Calabria 23 luglio 2003”.

“Il ricorso del Signor Sgrò, infatti, è motivato e dimostrato proprio dai mancati interventi conservativi e /o migliorativi che ricadevano sui terreni di proprietà del ricorrente – si legge ancora – E’ infatti cosa risaputa che il Consorzio di bonifica del Basso Jonio Reggino si è da molto tempo arrogato il diritto di esercitare illecitamente la funzione di esattore fiscale che non tiene nel minimo conto delle effettive ricadute sui terreni dei soggetti che rientrano nella sua giurisdizione. In sostanza l’invio delle richieste di pagamento dei tributi avviene a prescindere dai lavori (pochi e inefficienti) effettuati nel territorio di competenza ma avviene per tutti i proprietari dei terreni a prescindere dai lavori effettuati e avviene anche non tenendo conto dell’effettiva titolo di proprietà dei soggetti ai quali viene notificato il tributo perché i terreni sono stati oggetto di esproprio da parte del comune o da parte di altri soggetti. La notifica del tributo, nel caso di multiproprietà (ad esempio eredi) viene effettuata ad un solo soggetto con le conseguenti liti che nascono tra i comproprietari”.

“Pertanto – conclude l’Associazione – sulla base di quanto sancito dalla Corte Costituzionale nei Consorzi di bonifica se è vero che “..DEVE IDENTIFICARSI UN VERO E PROPRIO POTERE IMPOSITIVO DEL CONSORZIO NEI CONFRONTI DEI CONSORZIATI SUL PRESUPPOSTO DELLA LEGITTIMA INCLUSIONE DEL BENE IMMOBILE NEL COMPRENSORIO DI BONIFICA E DEL “BENEFICIARIO” CHE ALL’IMMOBILE DERIVA DALL’ATTIVITÀ DI BONIFICA” è altresì anche vero che , deve sussistere necessariamente il beneficio per il consorziato-contribuente per legittimare l’imposizione fiscale”.