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Reggio Calabria, i selecontrollori ATC1 RC1: “la Città Metropolitana abbandona al loro destino cacciatori ed agricoltori”

caccia e pesca

I selecontrollori ATC1 RC1 di Reggio Calabria hanno voluto dire la loro in merito alla vicenda legata alla sospensione di ATC (Ambito Territoriale Caccia) RC1

Altro capitolo della vicenda relativa alla sospensione di ATC (Ambito Territoriale Caccia) RC1, di cui vi abbiamo documentato in questi giorni. Prima le preoccupazioni delle associazioni, poi l’imminente commissariamento e successivamente la replica del Consigliere Giordano. Un gruppo di selecontrollori di Reggio Calabria, però, ha deciso di intervenire per spiegare quali rischi comporta la sospensione delle attività: “Da più di 20 giorni ormai – si legge – la Città Metropolitana di Reggio Calabria con decreto a firma del Dirigente del Settore 8 Agricoltura, Caccia e Pesca Stefano Maria Catalano ha di fatto sospeso gli Ambiti Territoriali di Caccia RC21 ed RC2. Il decreto oltre a non riportare alcuna motivazione specifica non prevede alcun termine entro il quale la sospensiva verrà sostituita da un ulteriore provvedimento. Grazie a questo atto messo in campo, la Città Metropolitana blocca di fatto tutto ciò che concerne il mondo venatorio come le verifiche dei danni da cinghiali, gli interventi di ripopolamento ed i nuovi corsi per la formazione di selecontrollori per la specie cinghiale. Bloccata inoltre la caccia di selezione al cinghiale che preveniva ed evitava gli ingenti danni che gli ungulati causano alle colture, mettendo in ginocchio i coltivatori e le imprese agricole. Riteniamo doveroso sottolineare come finalmente dopo anni di inattività in cui gli Ambiti territoriali di caccia sembravano essere dei carrozzoni di potere, lontani dai cacciatori e dalle esigenze del mondo agricolo, negli ultimi anni ci sia stato un rinnovamento tangibile che ha trasformato letteralmente l’attività di questi Enti. Iniziative mai messe in campo a venti anni dall’esistenza degli Ambiti territoriali come l’organizzazione di corsi per selecontrollori, ripopolamenti con monitoraggio della specie immessa e snellimento e sgravio delle procedure amministrative”.

Piacevoli novità, insomma, a cui fanno seguito note di amarezza dei selecontrollori: “Ma chiaramente – sottolineano – quando qualcosa inizia a funzionare nella provincia reggina si deve, per forza di cose e senza alcuna motivazione apparente, porre fine alla cosa. È questo di fatti ciò che sta accadendo a causa della sospensiva adottata dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria. Programmazione sospesa, attività di selecontrollo sospeso e agricoltori e colture lasciate alla mercé dell’invasione e dell’emergenza cinghiali ormai nota nelle cronache quotidiane per lo spadroneggiare indisturbati all’interno delle vie urbane e nei parchi cittadini. Sarebbe importante comprendere quali siano le motivazioni della sospensiva che ha esautorato i Presidenti a svolgere qualsiasi tipo di attività. Attività che ribadiamo ad oggi non viene svolta da alcun soggetto lasciando il mondo venatorio (Cacciatori, ambientalisti ed agricoltori) al loro inesorabile destino“.

“Chiediamo e sottolineiamo – conclude la nota – la necessità di riprendere le attività nel più breve tempo possibile per il bene del mondo venatorio ed agricolo e per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini e dei ragazzi che trovano svago nei parchi”.