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La mossa di Putin: la Russia non accetterà più pagamenti in dollari ed euro per il suo gas consegnato in Europa

Vladimir Putin Foto di Yuri Kochetkov / Ansa

Putin ha deciso di attuare una serie di misure per trasferire il pagamento delle nostre forniture di gas ai paesi ostili in rubli russi

La Russia non accetterà più pagamenti in dollari ed euro per il suo gas consegnato in Europa, ma accetterà solo rubli. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin“Ho deciso di attuare – ha affermato in una riunione del governo – una serie di misure per trasferire il pagamento delle nostre forniture di gas ai paesi ostili in rubli russi”. Putin ha ordinato che i cambiamenti siano attuati nel più breve tempo possibile. Il quotidiano economico russo Kommersant scrive: “secondo Putin, fornire beni russi a Unione Europea e Usa ricevendo pagamenti in euro e dollari ‘non ha alcun senso per noi’. In risposta il rublo è salito alla borsa di Mosca”. La Russia continuerà a fornire gas secondo volumi e prezzi fissati nei contratti precedenti, poiché il Paese ci tiene alla propria reputazione come partner e fornitore affidabile, ha detto ancora Putin nell’incontro con i membri del governo.

Dopo questo annuncio c’è stata una impennata del rublo. Il cambio tra euro e rublo è rapidamente passato da 112 a 107 per poi attestarsi a 108,50, mentre il rapporto tra dollaro e rublo è scivolato da 103 a 97,75 per poi risalire a 100,25. Così il prezzo del gas in Europa è tornato a correre negli ultimi minuti arrivando a 118,75 euro per megawattora e ora mostra un rialzo del 16,6% sulla chiusura di ieri a 115,9 euro. Anche le Borsee europee peggiorano dopo le dichiarazioni del capo di stato del Cremlino. I mercati risentono dei rincari di gas e petrolio mentre si studiano misure per ridurre la dipendenza del Vecchio continente dalla Russia. Gli investitori guardano all’andamento dei negoziati di pace tra Russia e Ucrania mentre prosegue l’intensa giornata sul fronte degli appuntamenti internazionali. L’indice d’area Stoxx 600 cede lo 0,9%. Correnti di vendite a Francoforte (-1,3%), Madrid (-1,4%), Parigi e Milano (-1%), Londra (-0,1%). I listini sono appesantiti dai titoli tecnologici (-1,9%). Male anche le utility (-1,8%), con il prezzo del gas che ha registrato un balzo a 119 euro al Mwh per poi ritracciare a 115 euro. A Londra, invece, il prezzo sale a 279 penny al Mmbtu. Male anche le banche (-1,5%) e le assicurazioni (-0,5%). Vola l’energia (+2,1%), con il petrolio che prosegue a correre. Il Wti sale a 113 dollari al barile e il Brent a 120 dollari. Sul fronte valutario l’euro sul dollaro è poco mosso a 1,0970 a Londra. Si rafforza il rublo pur restando debole rispetto agli scambi precedenti alla guerra in Ucraina. Attualmente per un dollaro servono 100 rubli. A Piazza Affari scivolano le utility con Iren (-2,4%), Hera (-2,9%). Male anche Stellantis (-2,6%) e Nexi (-1,9%). Male le banche con Intesa e Unicredit (-2,3%). Sugli scudi Saipem (+5,9%), alle prese con la manovra di risanamento. Bene anche Leonardo (+2,6%) e Tim (+1,6%).