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Gagliardi e i retroscena di quel Reggina-Crotone 1-4: “mi ha fatto inimicare il calcio, qualcuno ha accumulato più soldi di quanti ne aveva”

Reggina Gagliardi

Le parole dell’ex Reggina Franco Gagliardi a qualche giorno dal derby contro il Crotone. Cenno dell’allenatore all’ultimo confronto al Granillo tra le due squadre, con lui in panchina: non proprio un ricordo bellissimo

Franco Gagliardi è un sanguigno. Passionale, sincero, simpatico. Cosentino di nascita, reggino d’adozione. Spalla destra del Presidente Foti per una vita, con una marea di ruoli diversi alla Reggina, tutti utili. Versatile, elastico, un vero e proprio jolly degli anni d’oro. Purtroppo, la sua avventura non si è chiusa nel migliore dei modi sotto l’aspetto dei risultati. Chiamato a risolvere i problemi di una squadra alla deriva, nel 2014, insieme a Zanin non è riuscito ad evitare la retrocessione, chiudendo quella che è stata l’ultima stagione in Serie B dell’era Foti.

E la partita chiave (in negativo) di quella stagione fu proprio un Reggina-Crotone, l’ultimo confronto in assoluto tra le due squadre prima della sfida di domenica. Finì 1-4. Una disfatta bella e buona. Il Crotone volava, con i giovani Florenzi e Bernardeschi, verso i playoff e verso tempi d’oro, la Reggina invece sprofondava verso il declino. “Vendicare quell’1-4? Quel ricordo mi è doloroso perché in quella partita si stavano verificando tante cose, si era venuta a creare una situazione di retrocessione precostituita e stabilita sulla carta”, afferma Gagliardi ospite di Reggina Tv. “Ne parlo – dice con la consueta schiettezza – senza timore di smentita, perché ero allenatore con Zanin. Speravo nel miracolo e le prime partite avevano dato questa impressione alla gente. Ma non avevamo considerato ciò che c’era intorno: voglia da parte di tutti, probabilmente debiti accumulati, giocatori istruiti a dover cambiare maglia a prescindere da salvezza o retrocessione”.

E Gagliardi va più nel dettaglio: “Quella partita contro il Crotone è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con Gagliardi che stava bacchettando i giornalisti dandogli buffetti sulla testa. Ma sempre dietro l’approvazione di un Presidente Foti che sperava nella salvezza, nel periodo che mi aveva messo alla guida”. E racconta un retroscena: “A Novara, prima di Crotone, c’erano state delle cose nelle stanze dei bottoni su cui si è tacitato tutto, si avevano le idee ben chiare. Contro il Crotone avevo detto ai senatori nello spogliatoio: ‘o lo siete e non lo credo o ci fate’, aggiungendo anche qualcos’altro. Qualcuno mi ha risposto: ‘noi non facciamo queste cose’. Da quel momento Gagliardi è uscito dai palcoscenici mentre altri hanno accumulato sui propri carnet di assegni ancora più soldi di allora e non mi spiegavo come potessero farlo”, spiega.

“Ci ho sofferto – dice sinceramente – ma è una cosa passata. E quella volta ho avuto un insegnamento dal mio presidente. Dopo l’episodio negli spogliatoi, qualcuno ha riferito a Foti. E lui mi ha detto: ‘Vuoi rimanere insieme a Zanin fino alla fine? Non parlare più, qualsiasi cosa vedi’. Da quel momento mi sono stato zitto e siamo retrocessi. Quell’1-4 bisogna ricordarlo e ora sono qui perché mi è rimasto sullo stomaco, è una delle ultime partite che mi ha visto circolare sui campi, che mi ha innervosito, che mi ha fatto inimicare il calcio, ma che mi ha anche attaccato ancor di più alla Reggina e a un Presidente che si chiama Foti”, ha concluso Gagliardi, che ha affermato che sabato sarà al Granillo per vedere il derby.