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Stretto di Messina, che svolta nella gestione dei trasporti: in rada San Francesco previste due compagnie di navigazione

elio traghetto caronte Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

L’Autorità portuale dello Stretto sta per avanzare due bandi europei che permetterebbero la suddivisione in due lotti la rada San Francesco per i prossimi tre anni, garantendo così la presenza di due vettori nei trasferimenti tra Sicilia e Calabria: l’operazione aprirebbe ad altri armatori la concessione di un’area storicamente gestita in solitudine dal gruppo Caronte&Tourist

Un progetto che aprirebbe per l’area dello Stretto di Messina un nuovo percorso, assicurando a residenti e turisti un’offerta commerciale più variegata. L’Autorità portuale dello Stretto sta per avanzare due bandi europei che permetterebbero la suddivisione in due lotti la rada San Francesco per i prossimi tre anni, garantendo così la presenza di due vettori nei trasferimenti tra Sicilia e Calabria. Una mossa che potrebbe rendere i servizi di trasporto maggiormente efficienti ad un minor costo. Tale obiettivo può essere raggiunto in modo più veloce favorendo la concorrenza tra più operatori del mercato. Da qui l’idea del presidente dell’Adsp Mario Mega: i due terminal andrebbero affidati a due operatori commerciali diversi, che dovranno dividersi i cinque ormeggi dell’area portuale. È questa la novità più significativa della nuova linea d’azione scelta dall’Autorità di Sistema, perché aprirebbe ad altri armatori la concessione di un’area storicamente gestita in solitudine dal gruppo Caronte&Tourist.

“Abbiamo ritenuto opportuno creare due terminal, uno costituito da tre ormeggi, l’altro da due. Non possiamo assistere ad una carenza di servizi di traghettamento, soprattutto quando gli ormeggi ci sono. Non abbiamo competenza sull’organizzazione dei servizi marittimi, ma mettiamo a disposizione infrastrutture pubbliche che nei momenti critici sono sottoutilizzate per carenza di navi. Invece con un altro operatore e più navi in servizio , si riducono i tempi di attesa e c’è un’offerta migliore”. Sono queste le parole del presidente Mega, riportate da Gazzetta del Sud.

L’Autorità punta a sollecitare il mercato per trovare nuovi vettori, ritenendo che ci siano tutte le condizioni per aumentare il numero degli operatori sullo Stretto. “Chi presenterà un’offerta potrà partecipare ad entrambi i bandi, ma chi si aggiudicherà uno dei due terminal non potrà avere l’altro in concessione. In caso di mancata aggiudicazione, per qualsiasi ragione, di uno dei due terminal, è esclusa l’assegnazione per ampliamento dell’uno all’aggiudicatario dell’altro”: criteri ben precisi che puntano ad avere due diversi operatori in servizio tra Messina e Villa San Giovanni, i dettagli sono tutti nella documentazione allegata ai bandi. Per il terminal 1 la base di gara è fissata in 240 mila euro per tre anni, vale invece 360 mila euro il terminal 2. Si profila così l’ingresso di nuovi operatori commerciali, oppure la new entry potrebbe anche essere il vettore pubblico che in questo momento opera nel porto storico e potrebbe decidere di rivedere la sua mission commerciale.