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La Calabria accoglie il virologo Gallo nel palcoscenico di Scilla: il premio al ricercatore originario di Gimigliano e oggi conosciuto in tutto il mondo

gratteri a scilla Foto di Marco Costantino

E’ la seconda serata dell’evento ”La narrazione del Sud”, il prequel che si è tenuto a piazza San Rocco il 27 e il 28 agosto e che ha preceduto la tre giorni dell’International Annual Meeting SudeFuturi III – (R)innoviamo il Mezzogiorno

Sanità e cultura sono stati principali della seconda serata dell’evento ‘‘La narrazione del Sud”, il prequel che si è tenuto a piazza San Rocco il 27 e il 28 agosto e che ha preceduto la tre giorni dell’International Annual Meeting SudeFuturi III – (R)innoviamo il Mezzogiorno, che si terrà al Castello Ruffo dal 9 all’11 settembre. Momento culminante la premiazione del virologo Robert Gallo, scopritore del virus dell’Hiv. Sul palco, i giornalisti Paola Bottero e Alessandro Russo, che hanno condotto la serata, insieme al presidente della Fondazione Magna Grecia Nino Foti e ad Arnaldo Caruso, presidente della Società Italiana di Virologia e grande amico del dottor Gallo. “È il più famoso ricercatore del mondo – ha esordito Caruso – . Ha fatto avanzare conoscenza in tutti i campi della medicina. Ha scoperto il virus dell’Hiv, ha isolato molti virus sconosciuti e per primo ha dimostrato l’esistenza di retrovirus umani. Bob Gallo ha fatto la storia dell’Aids e ha portato avanti studi innovativi che oggi ci hanno permesso di arrivare a una diagnostica veloce del coronavirus. E non solo – ha aggiunto il presidente della Società Italiana di Virologia – perché Gallo ci ha fornito anche tutte le informazioni che abbiamo per combattere numerose malattie, compresi i tumori”.

“Quando abbiamo avuto con il dottor Gallo la prima telefonata – ha raccontato Nino Foti – abbiamo parlato del Sud Italia e abbiamo scoperto che lui è figlio della Magna Grecia e che conosce l’animo vero dell’italiano e, soprattutto, dell’uomo del Sud. È stato quindi facile spiegargli la scelta di assegnargli questo premio, perché lui ha onorato non solo l’italianità nel mondo ma l’umanità intera. E mi piace sottolineare che di recente, facendo ricerche sulla propria famiglia, Robert Gallo ha scoperto che uno dei suoi nonni è originario di Gimigliano, un paese della Calabria”. “Questa è un’occasione speciale per me – ha dichiarato Gallo nel ricevere il premio, un’opera dell’orafo Gerardo Sacco, anche lui sul palco al momento della premiazione – perché è raro ricevere un riconoscimento dalla propria famiglia. Tre quarti della mia famiglia è originario della Magna Grecia e oltre che in Calabria, che ancora conosco poco, sono stato in Puglia e in Sicilia”.

Presente anche il sindaco di Scilla Pasqualino Ciccone. “Credo che stasera noi abbiamo fatto una cosa diversa e importante – ha dichiarato il primo cittadino durante la consegna del premio a Robert Gallo – . Abbiamo fatto tante manifestazioni e continueremo a farle, ma quella di stasera è la più importante perché si è fatto un importante lavoro di divulgazione e le persone presenti questa sera che non sono ancora vaccinate potranno uscire da qui con un’idea rafforzata su perché ci si deve vaccinare e sull’importanza di combattere questo virus: i casi stanno aumentando e dobbiamo vaccinarci tutti. A un sindaco si può non credere, ma se lo dice un’autorità mondiale come il dottor Gallo bisogna farlo. Bisogna trovare i soldi per le vaccinazioni perché si tratta di vita o di morte e stasera abbiamo fatto un buon servizio a tutto il paese”. A leggere le motivazioni del premio la giornalista Paola Bottero, che ha condotto la serata con il collega Alessandro Russo. “Il Premio Internazionale Magna Grecia va innanzitutto all’eccellente medico, biologo, virologo e accademico, pioniere di genio assoluto nel campo della ricerca, unico ad avere ricevuto due volte il premio Lasker per due scoperte che hanno cambiato la storia sanitaria mondiale: prima il virus umano a Rna causa di tumori, di alcune leucemie e linfomi, poi i retrovirus Hiv, causa dell’Aids. Ma va, in modo ancora più forte e determinato, all’uomo che fin dalla sua più giovane età ha saputo trasformare il dolore in capacità di reagire e migliorare le cose. Robert Gallo, il cui nonno piemontese emigrò in America per cercare nuove opportunità, nei suoi percorsi e nel modo di raggiungere gli obiettivi incarna i più elevati valori magnogreci, radici della cultura occidentale. Non perdere mai di vista il lato umano e sociale delle tragedie sanitarie che hanno rivoluzionato gli ultimi decenni, cercando di coniugare i progressi medici e scientifici con progressi umani che permettano di garantire a tutti la salute pubblica, oltre che una maggiore comprensione e tolleranza verso ogni persona, è l’insegnamento più alto che un uomo possa dare. Robert Gallo lo fa da sempre e lo continua a fare”. “Avere Bob Gallo in Italia per accettare questo premio non è cosa di tutti i giorni – ha dichiarato durante la premiazione Saverio Romano, vicepresidente della Fondazione Magna Grecia – ed è una testimonianza di come la scienza riesce a misurarsi con noi quando serve”.

Inevitabili le domande sul Coronavirus a Gallo, anche alla luce dei numeri di nuovo in rialzo in alcune regioni d’Italia. Alla domanda di Russo su una possibile previsione della fine della pandemia e sulla terza tornata di vaccinazioni, Gallo ha risposto che “non si possono fare previsioni su fine pandemia. Però è chiaro che la recrudescenza si verifica quando non tutti sono vaccinati. Nel mondo ci sono differenze su come è stata affrontata malattia, ma è importante essere uniti nel combatterla perché c’è un interesse morale e finanziario, non solo scientifico. Tutti i Paesi devono collaborare e affrontare questi ‘marziani’ tutti insieme. Dobbiamo affrontare questa pandemia come se sulla Terra ci fosse un’invasione di extraterrestri e dovessimo combatterli per salvarci”.